
1926–2026: VENEZIA E MESTRE, DUE CITTÀ SORELLE DENTRO LA CITTÀ METROPOLITANA
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Comunicato stampa del Palladio Museum
Andrea Palladio è universalmente noto per le sue architetture, ma in pochi sanno che fu anche il progettista delle “piccole cose” all’interno dei suoi edifici, come camini, lavamani, acquai, vere da pozzo e persino un armadio per la collezione di monete del suo amico Alvise Mocenigo per il quale aveva progettato due ville, un palazzo e la cappella di famiglia.
La mostra “Palladio designer”, allestita al Palladio Museum dal 12 aprile al 5 maggio in concomitanza con la Design Week milanese, racconta Palladio come progettista di micro architetture presentando i modelli in scala di 46 camini, 2 lavamani e un acquaio, accanto a disegni, video e schermi interattivi. Uno dei rari fogli palladiani superstiti raffiguranti micro-architetture, è conservato proprio a Vicenza, con i disegni di due sarcofagi antichi, fonte di ispirazione per i lavamani progettati per il refettorio di San Giorgio Maggiore a Venezia.
La mostra, curata da Guido Beltramini e Marco Gaiani, racconta gli esiti della ricerca condotta negli ultimi tre anni da 60 studenti del corso di Fotogrammetria per l’architettura nel corso di laurea in Architettura-ingegneria dell’Università di Bologna, in un laboratorio coordinato dallo stesso Gaiani e da Simone Garagnani.
Alla base dell’esposizione c’è il lavoro dei giovani studenti che hanno acquisito in 3D di camini, lavamani e acquai sparsi in tredici edifici – dalla Rotonda a Palazzo Ducale a Venezia – utilizzando uno strumento di uso comune come lo smartphone. Rielaborando una sequenza di fotografie scattate da diverse angolazioni, attraverso un software messo a punto dall’Università di Bologna, è stato possibile ricostruire la tridimensionalità degli oggetti con precisione millimetrica. I modelli sono stati riprodotti in stampa 3D tutti nella stessa scala, per poterli confrontare, e posti accanto ai disegni di rilievo, ai video e a una serie di interviste ai protagonisti dell’esperienza di ricerca e didattica.
A inaugurare la mostra, venerdì 12 aprile alle 17, sarà ospite d’eccezione Massimo Iosa Ghini, tra i più noti architetti e designer italiani contemporanei, a segnare il legame fra passato e futuro dell’architettura.
La mostra “Palladio designer” sarà accompagnata da una serie di eventi collaterali sul tema delle nuove tecnologie digitali per i beni culturali. Gli incontri si svolgeranno al Palladio Museum; sono aperti al pubblico, fino ad esaurimento dei posti disponibili.
La mostra “Palladio designer” è realizzata dal CISA Andrea Palladio in sinergia con l’Università di Bologna; l’allestimento è curato dall’architetto e regista teatrale Andrea Bernard. La mostra aprirà al pubblico sabato 13 aprile alle 10. Sarà possibile visitarla dal mercoledì alla domenica, dalle 10 alle 18. L’ingresso è compreso nel prezzo del biglietto del Palladio Museum. Sono previste aperture straordinarie giovedì 25 aprile e mercoledì 1° maggio.
Nella foto Palazzo Barbaran Da Porto sede del Palladio Museum

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