Vittorino Trapula è un protagonista del Calcio Montecchio negli anni sessanta. Inizia a giocare verso la fine degli anni cinquanta nelle giovanili del Montecchio, a testimonianza che esisteva anche un settore giovanile, ma poi si trasferisce nella ben più blasonata Marzotto Valdagno. Gioca allo Stadio dei Fiori, sempre nel settore giovanile, e prima della fine del 1963 esordisce in serie C, categoria nella quale milita il Valdagno.
Lo ritroviamo a Montecchio nel campionato di Seconda Categoria 63/64 sotto la presidenza Agosti . E’ un giocatore che va in gol facile, ha alle spalle esperienze di tornei anche all’estero, sempre con il Marzotto Ricordiamo la partecipazione con i bianco azzurri al torneo giovanile della Rivijer Kuarnerska( dignitosissimo secondo posto della squadra della città laniera)dove si ritrova a giocare in porta a causa dell’espulsione del portiere e para anche un rigore.
Con il Montecchio che si mette in luce nel Trofeo Zanetti, oggi conosciuto come il torneo nazionale delle rappresentative dilettanti. Nel ‘65 è chiamato nella selezione Veneta. Il suo nome spicca nelle cronache per gol che segna sia contro il Piemonte che contro l’Emilia e arriva in finale contro la Campania. Racconta: “ Abbiamo perso la finale pesantemente perché siamo rimasti senza giocatori fondamentali.Il Campionato prevedeva incontri di vertice per i giocatori provenienti dal veneziano e questi se ne sono tornati a casa.”
In quell’occasione il presidente Agosti, che lo accompagna, tratta la sua cessione al Savoia di Castellamare di Stabia in serie C. “La cessione era già cosa fatta, avrei potuto cambiare completamente la mia carriera, ma non accettai, perché già lavoravo in ufficio ragioneria dell’ospedale ed era necessario pensare anche ad un futuro tranquillo. Non fu così per il portiere castellano Marcello Trevisan che, dal Marzotto, accettò il trasferimento al sud e arrivò a giocare poi nel Napoli.”
Il cammino del Montecchio negli anni sessanta
Dalla seconda alla prima categoria Trapula è protagonista di annate sempre giocate all’insegna del dilettantismo puro. Ogni tanto arrivavano delle belle sorprese: “ Ricordo la vittoria contro l’Arzignano, una vittoria storica e di ritorno dallo stadio in pullman, Antonio Scalabrin , nostro dirigente, ci diede un premio di mille lire a testa, una cosa eccezionale, Immaginate la nostra gioia.”
Di questa squadra fanno parte calciatori che poi sono rimasti legati al Montecchio e hanno continuato come dirigenti o allenatori.
“Ad un certo punto si creò il tandem in panchina Zatton – Cosaro, entrambi ex titolari. Un altro pilastro della squadra fu il genero di Cosaro, Ghiotto Mariano, che poi curerà per anni il settore giovanile della squadra.”
Altro giocatore del Montecchio degli anni ‘60 è Carretta Paolo che arriva per un breve periodo dopo un’importante esperienza nel Torino. Il tempo di un campionato e poi concluderà la sua carriera al Tezze di Arzignano. Ma non smetterà il legame con i biancorossi nella veste di dirigente nell’era Aleardi.
Anche Trapula, conclusa l’esperienza di gioco, una vicenda ricca di successi, soprattutto di gol, diventa dirigente e accompagna le squadre del settore giovanile.
“Ho un unico rammarico! Quello di aver smesso troppo presto.In fondo nel ‘ 72 non avevo ancora trent’anni…potevo fare ancora qualcosa!”
Vittorino ricorda alcuni momenti significativi del Montecchio di quei tempi.” Le amichevoli contro il Vicenza rappresentavano un’occasione per noi giocatori del Montecchio per metterci alla prova e per farci notare. Allora, era durante la settimana, accorreva sempre un gran pubblico. Ricordo che nel 65 in occasione di una di queste amichevoli ricevetti una medaglia al merito sportivo, una vera emozione”.
Rosanna Frizzo