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Provincia. I primi quattro mesi del presidente Nardin

Nardin

Dal 29 gennaio Andrea Nardin, sindaco di Montegalda, è il presidente della Provincia di Vicenza. Succede a Francesco Rucco, già primo cittadino del capoluogo.

Com’è il bilancio personale dei primi quattro mesi e mezzo di presidenza? “Assolutamente positivo. È stato un periodo diviso in tre fasi. La prima, dall’elezione fino all’assegnazione delle deleghe, in cui ci sono stati approfondimento, conoscenza, orientamento. Un secondo momento in cui ho avuto maggiore consapevolezza dei vari temi che c’erano e una terza fase, quella più recente, in cui si è iniziato effettivamente a lavorare.”

Qual è il suo primo obbiettivo? “Far vedere quello che la Provincia fa. Ho dei riscontri positivi sul fatto che si inizia a rivedere un po’ il nostro ruolo. Con Rucco che era sindaco di Vicenza e presidente della Provincia, c’era una sovrapposizione di ruoli. Adesso si è creata una diversa percezione.”

È riuscito a coniugare la presidenza della Provincia con il ruolo di sindaco? “Ho la fortuna di arrivare a questo incarico dopo sei anni di mandato da sindaco, con una squadra di amministratori locali nei quali sono cresciuto come sindaco e con cui, quindi, ho un affiatamento che mi consente di avere una certa sicurezza.”

Parliamo ora del bilancio politico di quest’avvio di presidenza. “Assolutamente positivo anche questo. L’evoluzione esterna della mia elezione è stata movimentata. Il fatto che, comunque, non ci siano state ripercussioni di nessuna natura vuol dire che si sta provando a lavorare in una direzione. Ho ottenuto una vittoria significativa con il 63% dei voti che mi consegna una certa serenità. E l’atteggiamento e il modo di lavorare successivo sono stati in linea.”

Qual è stata l’arma segreta della sua un po’ inattesa elezione? “Ho avuto sempre rapporti con tutti, che hanno dato i loro frutti in campagna elettorale attraverso un sostegno trasversale. Non nascondo il mio orientamento di centrodestra che non ha precluso il sostegno del centrosinistra e del Terzo Polo. È innegabile che, all’interno dei partiti, si sia creata trasversalmente un’area dei moderati di centro.”

Crede che le divisioni in Fdi e Lega che hanno agevolato la sua elezione si siano ripetute a favore di Possamai? “No, non credo.”

Come funziona la squadra che ha creato? “Ho distribuito tutte le sedici deleghe e tutti i consiglieri delegati stanno apprendendo un certo modo di lavorare, fatto di programmazione, idee, operatività. Abbiamo iniziato in maniera sostanziale: edilizia scolastica, polizia provinciale, il tema della Tav. Stanno per partire il ponte di Longare, il bando per i Comuni con dieci milioni di euro per interventi cofinanziati. Ancora: in autunno si avvierà una nuova programmazione culturale per iniziative condivise con i Comuni. Per la Protezione Civile abbiamo candidato l’area di Vicenza come hub regionale. Ci sono dei progetti che saranno presentati nei prossimi mesi come la Scuola di formazione per giovani amministratori, la mensa dell’università.”

Tema TPL. C’è stata un forte polemica per l’aumento delle tariffe di Svt. “È un settore che ha incontrato la tempesta perfetta perché, durante il Covid, bisognava fare girare il doppio degli autobus con metà degli utenti, in un settore già tiratissimo. Finito il Covid il costo del carburante è schizzato alle stelle. In un settore in cui non c’è tanta marginalità e con un sistema tariffario fermo da anni, era doveroso riallinearci alla media regionale. Avevamo già messo 200.000 euro, ne abbiamo già parlato in consiglio provinciale, e, se è necessario, mettiamo qualcos’altro. L’idea è non incidere, in un momento importante per le famiglie, su lavoratori e studenti, per riuscire a mitigare il più possibile soprattutto per le fasce di reddito basse.”

Un’infrastruttura importante è la strada provinciale 46 del Pasubio. “Ci sono 600.000 euro già assegnati e il ribasso d’asta ne libererà altri 200.000. Abbiamo fatto un meraviglioso incontro a Malo, in cui c’è stata una grande condivisione con tutto il gruppo di lavoro dei sindaci sul da farsi.”

Sempre in tema di strade: Vi.abilità ha nuovo presidente, Enzo Urbani. “La Provincia è socia al 95%, è praticamente una società in house. Stiamo cercando di acquistare il 5% di Veneto Strade ma non c’è l’accordo economico. Vi.abilità è una società che lavora benissimo, è stata una felice intuizione, spero continui a lavorare così. Stiamo facendo un ragionamento sugli investimenti perché le necessità sono superiori a quello che si riesce a fare. Il problema è che, con 1260 km di strade di competenza, riusciamo a fare manutenzione a poco più di 70-80 km all’anno. Ci vogliono dodici anni per farli tutti.”

Riforma delle province, elezione diretta del presidente. Sta già preparando la sua candidatura? “Sono felicissimo che le province siano riformate e rivalutate. L’elezione diretta non è un tema che mi appassiona, se non nella misura in cui, se il popolo vuole esercitare il diritto democratico del voto, è giusto che sia così. Credo, però, che chi ha ottenuto un mandato debba portarlo a termine, ritengo sia corretto nei confronti di chi si è candidato e di chi l’ha votato. Due o tre anni in più per portare a termine l’incarico non possono cambiare molto. A una mia ricandidatura penserò solo quando ci sarà la certezza che questo non sarà possibile.”

Nel caso, potrebbe esserci una lista Nardin, proprio alla luce della trasversalità che ha ottenuto quattro mesi fa? “Quando si affronterà la riforma, ne parlerò con le persone che stimo e con le quali ho sempre condiviso le mie decisioni.”

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