
LR VICENZA. IN B UNA SQUADRA CON TANTI TRENTENNI CHE GARANTISCE ESPERIENZA E MATURITÀ
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Alessandro Confente, portiere dell’LR Vicenza, il migliore in campo a Crema. È un sintomo della lenta metamorfosi, che il lavoro di Stefano Vecchi sta producendo, questa crescita del rendimento di uno dei giocatori più contestati. Vecchi lo ha restituito al ruolo di titolare dopo che Diana lo aveva detronizzato a favore di Samuele Massolo e ciò ha dato sicurezza al portiere che, da qualche giornata, ha cominciato a dare repliche decisive ai tiri avversari, a fare meno errori nell’impostazione con i piedi, a essere più preciso e intraprendente nelle uscite. Finchè, con il Pergocrema, è stato proprio lui l’uomo della partita, sventando nel secondo tempo le palle-gol che l’attacco gialloceleste indirizzava a raffica verso la sua porta, agevolato da una difesa vicentina improvvisamente insicura e superabile.
Gran parte del merito della vittoria dei biancorossi va, quindi, attribuito proprio al 25nne portiere di Soave. La cosa può essere, però, vista anche diversamente: se è il portiere il migliore di una squadra, vuol dire che il resto non è poi andato così bene. Questa conclusione è vera solo in parte nel caso della partita di Crema perchè il primo tempo dei biancorossi è stato buono e l’1-0 a loro favore con cui si è concluso il primo tempo è stato indiscutibilmente meritato.
L’abbrivio è cambiato, però, nella ripresa e non è la prima volta che succede. La Pergo, infatti, si è fatta più intraprendente, ha spinto il Lane nella propria metà campo, ha attaccato con insistenza e pericolosità sulle fasce, creando numerose occasioni per pareggiare che non si sono concretizzate sia, come detto, per le parate di Confente, sia per la mancanza nei ranghi giallocelesti di un attaccante in grado di finalizzare la fin troppo insistita serie di cross indirizzata nell’area biancorossa.
Sembrava, il Vicenza, sul punto di tracollare quando un incredibile colpo di fortuna ha fatto girare le cose a suo favore: al 65′ uno strepitoso autogol di Piccinini, braccetto sinistro di casa, regalava ai vicentini il 2-0. L’episodio incideva sul momento migliore della Pergolettese e prostrava i giocatori di Matteo Abbate, togliendo nel contempo pressione a quelli di Stefano Vecchi. Per la rimanente mezzora il Lane controllava la partita senza correre grossi rischi nella consapevolezza che la Pergo ben difficilmente sarebbe riuscita a girare il risultato almeno sul pareggio.
Non è il caso, ovviamente, di gasarsi per questa vittoria, che arriva dopo tre mesi esatti dalla precedente (1-0 all’Arzichiampo, il 3 novembre dell’anno scorso). Bisogna tener presente il profilo del Pergocrema, che è una squadra che punta alla salvezza e alloggia al limite della zona play out e, come si è visto in campo, ha grossi limiti. Le gerarchie contano anche in Serie C ed è stato palese, almeno nel primo tempo, che il livello tecnico del Vicenza era ben superiore. È ben vero che, contro avversari simili, il Vicenza quest’anno ha rimediato delle figuracce, e essere riusciti a evitarne un’altra stavolta è positivo e promettente.
Meno convincente è stata la svolta difensivista presa dalla squadra dopo essere passata in vantaggio. Si è, infatti, progressivamente ritirata nella propria metà campo lasciando l’iniziativa al Pergocrema che, dopo l’intervallo, si è ripresentata in campo ancor più aggressiva. Può essere, questo atteggiamento, una scelta di Vecchi e non è detto che possa andare sempre bene.
Il passo avanti che devono fare i biancorossi è nella gestione della fase della partita, nel senso di passare dal semplice lavoro di contenimento a quello di prevalente possesso palla. Togliere, insomma, iniziativa agli avversari con un palleggio insistito. Ci vogliono, ovviamente, centrocampisti con i piedi buoni e molto mobili e veloci, che non abbondano in rosa.
GIANNI POGGI

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