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VIOLENZA SULLE DONNE. ASPORTATA LA TARGA CHE RICORDA L’OMICIDIO DI LIDIJA MILJKOVIC

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Lidija Miljkovic fu uccisa l’8 giugno 2022 dal suo ex marito Zlatan Vasiljevich, che, lo stesso giorno, uccide anche un’altra donna con cui aveva avuto una relazione, Gabriela Serrano, e poi si suicida. Il 18 novembre in via Vigolo a Vicenza, dove la donna è stata assassinata, è posta una targa in sua memoria. Ora quella targa è stata asportata, non si sa da chi (foto di Manuela Natoli).
Un comunicato della associazione Movimentiamoci denuncia l’accaduto. “La targa di Lidija rimossa – si legge nel documento – : un atto intimidatorio mafioso contro la memoria e contro tutte le donne. A tre anni esatti dalla sua posa, la targa dedicata a Lidija è stata rimossa dal muro che la ricordava. Il gesto avviene non per caso, ma alla vigilia del 25 novembre, la giornata simbolo della lotta contro la violenza sulle donne. Come associazione che tutela le donne vittime di violenza, denunciamo senza mezzi termini ciò che è accaduto: un atto mafioso, un’intimidazione rivolta a chi difende la verità, la giustizia e la memoria di una donna che non c’è più. Non è vandalismo. Non è incuria. È un messaggio. Un messaggio vile, codardo, tipico di chi vorrebbe cancellare le tracce della violenza, zittire le vittime anche dopo la morte e intimorire chi continua a lottare. Chi strappa via una targa dedicata a una donna uccisa attacca l’intera comunità. Attacca le famiglie delle vittime. Attacca le associazioni che ogni giorno combattono contro abusi, minacce, pressioni e violenze. Attacca tutte le donne che non devono più essere lasciate sole. In Italia nel 2024 ogni 72 ore una donna è stata uccisa, spesso dopo anni di segnali ignorati. Rimuovere una targa significa provare ,inutilmente, a cancellare una storia, una ferita, una verità. Noi non ci faremo intimidire. Non indietreggeremo. Non permetteremo che la memoria di Lidija venga oltraggiata o spenta. Chiediamo alle autorità di intervenire immediatamente, di verificare le responsabilità e di fare piena luce su questo atto gravissimo. L’omertà, l’indifferenza e il silenzio sono complici della violenza. Lidija continuerà ad essere ricordata, protetta e nominata. La sua memoria non può essere rimossa: perché è già parte della nostra lotta quotidiana”.

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