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ULSS 8 BERICA. ASSEMBLEA INTERSINDACALE DELLA DIRIGENZA SANITARIA: NO ALL’INSERIMENTO FORZATO DEI MEDICI NELLE CASE DI COMUNITÀ

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Grande partecipazione all’assemblea unitaria intersindacale della dirigenza sanitaria della ULSS 8 Berica, convocata per affrontare il tema dell’impiego degli specialisti ospedalieri nelle nascenti Case della Comunità ed a cui hanno preso parte medici ospedalieri, rappresentanti sindacali regionali e numerosi Direttori di Unità Operativa Complessa e di Dipartimento.
Dal confronto è emersa una criticità centrale: la carenza di informazione, trasparenza e coinvolgimento da parte della Amministrazione aziendale. I professionisti lamentano, infatti, l’assenza di un quadro chiaro sui piani organizzativi e sulle concrete modalità di impiego degli specialisti ospedalieri nelle Case della Comunità. È emerso che il coinvolgimento dei medici ospedalieri appare tardivo e non adeguatamente programmato, più legato all’urgenza di rispettare le scadenze del PNRR che a una reale visione strategica.
L’assemblea ha espresso molti dubbi sulle modalità di inserimento ipotizzate, ritenute non coerenti con il quadro contrattuale vigente. La presenza degli specialisti ospedalieri nelle Case della Comunità, sottolineano i medici, deve fondarsi sul principio della volontarietà, all’interno di una programmazione condivisa e sostenuta da adeguate risorse. 
In un contesto già segnato da carenza di organico e dall’impegno per l’abbattimento delle liste d’attesa, non è possibile attribuire ulteriori carichi di lavoro senza prevedere assunzioni, investimenti mirati e misure organizzative idonee a garantire la continuità dell’attività ospedaliera.
I professionisti chiedono pertanto un confronto reale sulla riorganizzazione territoriale prevista dal DM 77, valorizzando il contributo di chi opera quotidianamente nei servizi e garantendo un’effettiva integrazione tra ospedale, territorio, medici di medicina generale ed équipe multidisciplinari.
Forti preoccupazioni sono state espresse non solo sulle ricadute sull’organizzazione ospedaliera, ma anche sulla qualità dei percorsi assistenziali rivolti ai cittadini che accederanno alle Case della Comunità. L’integrazione tra le diverse figure professionali deve essere costruita senza tensioni o divisioni, mantenendo al centro il paziente acuto e cronico.
La assemblea ha dato mandato alle organizzazioni sindacali di chiedere una mmediata inversione di rotta, sia nel metodo sia nel merito, e l’apertura urgente di un tavolo di confronto per tutelare la dignità del lavoro medico e garantire la qualità dei servizi ai cittadini, riservandosi inoltre di valutare ogni forma di tutela e mobilitazione eventualmente necessaria.

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