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TURISMO. GIOVINE E BENIGNO (FRATELLI D’ITALIA): VICENZA PERDE PRESENZE E PERNOTTI E FRENA LA PROVINCIA

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Silvio Giovine, deputato e coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia e il presidente cittadino del partito Alessandro Benigno hanno commentato i dati del sistema statistico della Regione Veneto relativi al turimo in provincia di Vicenza nei primi cinque mesi del 2026 (https://ilpunto.news/turismo-nei-primi-5-mesi-2026-calo-di-arrivi-e-presenze-cresce-laltipiano-10-il-capoluogo/).
“C’è un numero che da solo racconta tutta la vicenda – ha commentato Giovine –: la sola città di Vicenza perde 23.028 pernottamenti, mentre l’intera provincia ne perde 22.091. Tradotto: senza il capoluogo, il Vicentino sarebbe in crescita. Non è il contesto internazionale, non sono le guerre, non è il caro-trasporti. È Vicenza che sta trascinando giù il territorio, e il territorio sta compensando i danni della città. Il tutto mentre a livello nazionale l’Italia continua a registrare record storici su arrivi e presenze grazie agli operatori del settore e alle politiche adottate dal governo Meloni rispetto a destagionalizzazione e delocalizzazione, approccio strategico per distribuire i flussi di visitatori lungo tutti i dodici mesi dell’anno e incidere sull’overtourism”.
“L’alibi del quadro globale non regge alla prova dei fatti – ha aggiunto il deputato –. A meno di un’ora di auto dal centro storico, sull’Altopiano, il turismo cresce a doppia cifra con gli stessi identici scenari internazionali. Quando due territori confinanti vanno in direzioni opposte, la differenza non la fa il mondo: la fa chi amministra. Vicenza aveva impostato negli anni scorsi un lavoro strutturato: ascolto degli operatori, collaborazione con i Comuni della provincia, un protocollo strategico sul congressuale con Italian Exhibition Group, format identitari capaci di attrarre pubblico. In quella fase il turismo congressuale cittadino cresceva del 14% a fronte di un dato nazionale del 2%. Nulla di tutto questo è stato smontato: semplicemente si è smesso di lavorarci. Il tavolo permanente con le associazioni del centro storico non risulta regolarmente convocato e i risultati si vedono nelle serrande abbassate e negli alberghi mezzi vuoti”.
“A febbraio – è il commento di Benigno – avevamo posto domande precise e circostanziate. Ad oggi non è arrivata una sola risposta. È arrivata invece, a maggio, la presentazione in pompa magna di una nuova società e di una nuova rete a Palazzo Trissino. Ma tra le prime azioni operative annunciate c’era la piattaforma digitale unitaria per il sito UNESCO La città di Vicenza e le ville del Palladio nel Veneto: cioè esattamente il progetto per cui il Ministero del Turismo aveva già concesso oltre 690 mila euro, con termine di realizzazione fissato al 30 novembre 2024 e poi prorogato a fine 2026. Siamo ad agosto, mancano pochi mesi alla scadenza definitiva e la città non sa a che punto sia un progetto finanziato dallo Stato quasi due anni fa che, se fosse stato messo a terra in tempi sostenibili, avrebbe potuto arginare l’emorragia di cui stiamo parlando. Presentare come innovazione un lavoro ereditato e non ancora completato non è rilanciare il turismo: è amministrare per annunci”.

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