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TURISMO. CONFCOMMERCIO: CALO IN PIANURA E BOOM IN MONTAGNA PER IL GRANDE CALDO

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Le risposte al questionario sull’andamento della stagione estiva 2026, inviato alle imprese del settore turismo della provincia associate a Confcommercio Vicenza, mettono in luce un’estate a due facce. “Effetto caldo” su alberghi e ristoranti: rispetto al 2025 cresce la clientela della montagna mentre in pianura diminuisce e i turisti spendono sempre meno. 
I picchi di caldo registrati questa estate hanno influito sugli incassi?: il 75% delle strutture ricettive e il 56% dei pubblici esercizi (bar, ristoranti, pizzerie) collocati in Altopiano di Asiago hanno risposto di sì, rilevando come le temperature anomale delle scorse settimane abbiano generato un aumento degli introiti nella montagna vicentina. Il 65% delle strutture ricettive e il 74% dei pubblici esercizi situati in pianura hanno invece registrato il risultato opposto, ovvero una riduzione degli incassi. 
Il 55% dei pubblici esercizi e il 35% degli alberghi situati in pianura dichiarano di aver registrato cali della clientela rispetto allo stesso periodo del 2025: uno su tre, tra bar e ristoranti, ha dovuto fare i conti con una diminuzione tra il 10 e il 20 per cento, ma anche oltre. Ne hanno fatto le spese, con particolare intensità, le attività di Vicenza e hinterland, dove il 61% dei pubblici esercizi e il 40% delle strutture ricettive hanno dichiarato di aver avuto meno clienti dell’estate scorsa.
In Altopiano le strutture ricettive hanno unanimemente notato un aumento della clientela nel confronto con l’estate 2025, per la maggior parte con incrementi del 10-20 per cento e oltre; più avventori anche in metà del campione di bar, ristoranti e pizzerie dell’area (per il 32% la crescita è stata a doppia cifra).
C’è un aspetto che accomuna tutti gli operatori: la tendenza dei clienti italiani, a stringere i “cordoni della borsa”. Il trend è notato dal 58% delle strutture ricettive della provincia e dall’80% dei pubblici esercizi che hanno risposto al questionario, senza grandi differenze a seconda della zona. Un aspetto che ha portato, negli alberghi, ad una minore fruizione di servizi extra e, soprattutto in Altopiano di Asiago, una riduzione della permanenza. Nei pubblici esercizi i clienti hanno “tagliato” in particolare il consumo di vino e bevande alcoliche, ma c’è anche chi ha ridotto il numero delle portate.
Più propensi alla spesa gli stranieri: il 57% delle strutture ricettive e il 70% dei pubblici esercizi della provincia interpellati dall’Associazione non hanno evidenziato particolari criticità su questo fronte da parte dei clienti oltreconfine. Stranieri che, però, sono stati in calo per una struttura ricettiva su 5 in provincia.
L’indagine di Confcommercio Vicenza ha sondato anche le previsioni per le prossime settimane, registrando un moderato ottimismo per la ripresa dopo le vacanze: l’82% delle strutture ricettive e l’86% dei pubblici esercizi della provincia hanno una prospettiva positiva sull’andamento economico di settembre

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