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TAV. POSSAMAI SCRIVE A RFI: INACCETTABILI LE MODALITÀ DELLA COMUNICAZIONE NON ISTITUZIONALE. NO AL SALTO DEL MONTONE A SETTECA’

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Il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai il 30 giugno ha inviato una comunicazione all’ing. Aldo Isi, amministratore delegato e direttore generale di Rfi oltre che commissario straordinario per la linea AV/AC BresciaPadova, in risposta a quella di Rfi (in accordo con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) sull’uscita ad est della TAV.
La posizione del Comune ha alcuni punti fermi: approfondire fino in fondo l’opzione zero permanente, qualora tecnicamente percorribile, e, in alternativa, adottare le soluzioni che consentano di mantenere l’infrastruttura in ambito interrato, evitando la realizzazione dello scavalco ferroviario a Setteca’.
Nella lettera Possamai evidenzia il rammarico per la modalità con cui sono stati resi noti gli orientamenti progettuali di Rfi prima del completamento del confronto istituzionale, la richiesta urgente dell'”Analisi Multicriteria delle ipotesi progettuali di tracciato in uscita da Vicenza est”, elaborata secondo il metodo Promethee e finalizzata al confronto tra le tre alternative progettuali, la nuova richiesta della documentazione tecnica necessaria a valutare gli eventuali impatti del Salto del Montone sul sito Unesco e il richiamo all’assenza di atti amministrativi che abbiano modificato il quadro approvato nel 2015.
In particolare, a proposito delle modalità con cui sono state rese note le valutazioni di Rfi sulle ipotesi progettuali il sindaco scrive: “una questione di tale rilevanza istituzionale, destinata a produrre effetti permanenti sul territorio e ad incidere significativamente sull’assetto urbanistico, ambientale e paesaggistico della città e dell’area interessata, avrebbe richiesto che il confronto si sviluppasse prioritariamente nell’ambito del rapporto istituzionale tra gli enti coinvolti, mettendo il Comune di Vicenza nelle condizioni di conoscere preventivamente gli esiti delle valutazioni tecniche e i relativi presupposti istruttori. Il fatto che gli orientamenti progettuali siano stati oggetto di comunicazioni e iniziative di carattere politico prima del completamento del confronto istituzionale e della piena disponibilità della documentazione tecnica ha creato un cortocircuito istituzionale francamente inaccettabile”.
Possamai segnala inoltre il mancato riscontro da parte di Rfi alla nota del 7 aprile 2026 con cui il Comune aveva richiesto la documentazione tecnica necessaria alle valutazioni sugli eventuali impatti che il “salto del montone” potrebbe determinare sul sito Unesco.
“Si conferma con altrettanta fermezza – conclude il sindaco – che questa amministrazione ritiene non praticabile qualsiasi soluzione progettuale che preveda la localizzazione del cosiddetto salto del montone in località Setteca’, in coerenza con l’indirizzo espresso all’unanimità dal consiglio comunale. Questa posizione non rappresenta una contrarietà pregiudiziale alla realizzazione dell’opera ferroviaria, ma la necessità di perseguire una soluzione capace di coniugare l’interesse nazionale dell’infrastruttura con la tutela del territorio e della comunità interessata”.

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