
SANITÀ. PRONTO SOCCORSO ULSS 8 BERICA: PROCLAMATO LO STATO DI AGITAZIONE DEL PERSONALE
La situazione del Pronto Soccorso nell’ULSS 8 Berica ha una forte criticità, tale da mettere a rischio la tenuta del sistema dell’emergenza-urgenza e la qualità
Ha preso il via alle 6 dell’8 luglio lo sgombero da parte delle forze dell’ordine del bosco urbano di Ca’ Alte che, come il vicino bosco Lanerossi, dovrebbe essere cancellato per far posto ai cantieri del Lotto 2 “Attraversamento Vicenza” della linea TAV/TAC da parte di RFI e Iricav Due, committente e appaltatore dell’infrastruttura.
Riportiamo la cronaca della azione delle forze dell’ordine dal sito Global Project (da cui è tratta anche la foto):
Alle prime luci dell’alba, IRICAV2 – il consorzio guidato da WeBuild incaricato della realizzazione dell’opera – ha dato ufficialmente il via alle operazioni di sgombero dell’area. Fin da subito, un imponente dispiegamento di forze dell’ordine ha circondato la zona: oltre venti mezzi e un centinaio di agenti hanno bloccato tutti gli accessi principali, presidiando via Maganza, via Ca’ Alte e viale Fusinato. L’area è stata rapidamente isolata, mentre la tensione cominciava a salire.
Nel frattempo, le attiviste e gli attivisti si sono organizzati per resistere. Alcuni si sono incatenati ai cancelli di accesso, altri si sono arrampicati sulle piattaforme sopraelevate o si sono posizionati sulle barricate costruite nei mesi precedenti. In via Maganza, all’altezza del civico 41, si è formato l’unico punto ancora accessibile all’esterno: lì è sorto un presidio spontaneo di solidarietà, animato da abitanti del quartiere, studenti, genitori, persone comuni accorse per portare supporto e testimoniare quanto stava accadendo.
Attorno alle 9:30 del mattino, le forze dell’ordine hanno iniziato a rimuovere una quarantina di attiviste e gli attivisti che, fin dalle prime ore dell’alba — circa dalle 6 — presidiavano seduti e incatenati davanti ai cancelli di accesso all’area. Dopo circa un’ora è stata completata la rimozione dei corpi a terra, e successivamente le forze dell’ordine e i vigili del fuoco hanno aperto un varco al fianco del cancello principale che conduce al bosco, consentendo ai vigili del fuoco di iniziare le operazioni per sgomberare le piattaforme sopraelevate, dove altri attivisti si erano posizionati in segno di protesta.
Le prime persone posizionate sulla prima piattaforma all’interno dell’area sono state spostate e successivamente, con l’ausilio del braccio meccanico dei vigili del fuoco, le attiviste poste strutture rialzate sono state prelevate e portate in Questura. L’azienda commissionata per i lavori ha proceduto poi con la distruzione delle parti del cancello e poi è stata fatta entrare una ruspa che ha distrutto la prima piattaforma.
Nel primo pomeriggio attorno alle 14, le forze dell’ordine che erano riuscite a penetrare nell’area dell’argine, hanno prelevato le altre persone nella seconda piattaforma sopraelevata e successivamente questa è stata abbattute e le attiviste portate in questura.
L’azione delle forze dell’ordine è proseguita con l’ingresso nell’area di un idrante, che ha provato per circa quaranta minuti a far arretrare le attiviste. Al termine, l’operazione delle forze dell’ordine e Iricav2 si è fermata all’argine del fiume, mentre le attiviste sono barricate all’ingresso del bosco.
Una presenza resiste ancora: un attivista si trova a circa 15 metri di altezza, aggrappato a un vecchio cedro destinato all’abbattimento nella prima fase dei lavori di cantierizzazione.

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