
IPAB VICENZA. RIAPERTO IL CENTRO DIURNO “OTTAVIO TRENTO”. PROGRAMMI RIABILITATIVI PER 27 ANZIANI
È stato riaperto il 15 maggio il Centro Diurno “Ottavio Trento” di Ipab di Vicenza, nei rinnovati locali al pianterreno della Residenza per anziani, in
La Cabina di regia sulla Tav, gruppo voluto dal Comune di Vicenza, ha incontrato 106 nuclei familiari tra settembre e febbraio, facendo il punto sulle soluzioni presentate da Rfi e Iricav Due per il Terzo Lotto “Vicenza Est”.
Approfondimenti sulle soluzioni “zero” e “1”, chiarezza da parte del Ministero e di RFI su tempi e indennizzi, contrarietà al nuovo cavalcaferrovia tra viale della Pace e via Martiri delle Foibe sono le principali richieste dei cittadini.
“Nel corso degli incontri – hanno spiegato Lucio Zoppello e Francesco Di Bella, componenti della Cabina -non è emersa una preferenza netta rispetto alle ipotesi in campo. È stata espressa però da tutti la contrarietà al possibile cavalcaferrovia tra viale della Pace e via Martiri delle Foibe nella zona di via Pittoni e via Dian”.
“In merito al cavalcaferrovia – ha sottolineato il consigliere delegato all’alta velocità Angelo Tonello – l’amministrazione sostiene quanto richiesto dai cittadini, considerato che si tratterebbe di un’opera non più necessaria alla viabilità una volta finiti i lavori. Per quanto riguarda i prossimi passi siamo in attesa di una risposta dal Ministero delle Infrastrutture, come già richiesto dal sindaco Possamai, sui chiarimenti richiesti in merito alla soluzione zero, nonché sugli approfondimenti necessari per capire meglio gli impatti delle altre soluzioni. Altra questione fondamentale riguarda la disponibilità dei finanziamenti per la realizzazione del Terzo Lotto: finché non arriverà una risposta in merito, non sarà possibile sciogliere il nodo della soluzione e dare ai cittadini informazioni certe su tempi ed espropri”.
Durante gli incontri con i cittadini è emersa l’assenza nella documentazione di una valutazione approfondita dell’opzione “zero” (anche chiamata ambito di stazione), la quale prevedrebbe uno scenario di non intervento infrastrutturale, non verrebbero cioè posati binari aggiuntivi a quelli esistenti, conseguendo comunque gli obiettivi di trasporto previsti con il quadruplicamento della linea ferroviaria.
Manca, inoltre, anche quella degli impatti relativi alla cantierizzazione della soluzione 1, cioè il quadruplicamento in superficie con scavalco in superficie, in particolare delle aree private oggetto di occupazione temporanea per la realizzazione della nuova linea ferroviaria, nonché delle mitigazioni acustiche che saranno realizzate lungo la ferrovia esistente. Per la soluzione 1 non si conosce ancora il numero di terreni e fabbricati oggetto di potenziale indennizzo, dato invece attentamente approfondito da Rfi e Iricav Due nelle soluzioni 2 e 3.
Interrogativi, infine, sono emersi anche sul fronte indennizzi di fabbricati e terreni, per l’occupazione temporanea a seguito dei cantieri o per i disagi derivanti dalla vicinanza del cantiere.

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