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TAV. ITALIA NOSTRA E ISDE: INQUINANTI NELLA FALDA? TROPPA FRETTA DEL COMMISSARIO AD APPROVARE IL PROGETTO DEFINITIVO

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Italia Nostra e ISDE sono intervenute con un comunicato sui ritardi nel cantiere TAV del Lotto Funzionale 2 su cui si è tenuto un incontro a Palazzo Trissino fra il sindaco Giacomo Possamai e il consigliere comunale delegato Angelo Tonello, da una parte, e, dall’altra, i rappresentanti di RFI e Iricav 2, rispettivamente committente e general contractor della infrastruttura.
“Le ultime notizie sui ritardi – inizia il comunicato – nella realizzazione delle opere del progetto dell’Alta Velocità attraverso Vicenza forniscono una conferma e fanno sorgere alcuni interrogativi. Le indiscrezioni sulla necessità di passaggi burocratici e amministrativi (autorizzazioni)  a causa della situazione riscontrata dai primi monitoraggi (in particolare per la presenza di Pfas e di componenti inquinanti nelle acque di falda) confermano i rilievi sollevati da Italia Nostra con il supporto di ISDE sulla necessità che  il progetto definitivo prima della sua approvazione venisse sottoposto alla valutazione di compatibilità col principio di «non arrecare un danno significativo all’ambiente», come prevedono del resto le norme che devono essere osservate per poter utilizzare il finanziamento destinato ai  lavori da Vicenza Ovest alla stazione ferroviaria”.
“La troppa fretta di approvare il progetto definitivo – sottolineano le associazioni – da parte del Commissario straordinario, avallata dall’Amministrazione comunale sotto la spinta delle categorie economiche, sta producendo il risultato che ora la Città si trova con alcuni edifici abbattuti, con gravi disagi per i cittadini a causa delle polveri e dei rumori, e alcuni cantieri sulla cui operatività nulla è dato di sapere. L’eventuale prosieguo dei lavori certamente non potrà avvenire «ad ogni costo» seppur con la promessa delle cosiddette «mitigazioni», tanto più se saranno rilevate gravi problematiche ambientali e sanitarie  connesse ai cantieri”. 
“Lascia perplessi, in questa situazione – concludono -, che il Sindaco si limiti a chiedere conto della tempistica dei cantieri e non ponga soprattutto come priorità l’esigenza di una moratoria per un approfondimento risolutivo sulle conseguenze ambientali e sanitarie dei lavori rispetto al progetto approvato. E in ogni caso che non sia stata data – purtroppo come spesso accade scrivendo di TAV -alcuna informazione precisa ai cittadini, che pure in quella zona ci vivono. Se ci sarebbero delle tematiche ambientali (e quindi sanitarie) che necessitano di nuove autorizzazioni, la cittadinanza ha il diritto di essere informata, e l’Amministrazione comunale il dovere di informarla”.

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