
ANNO GIUBILARE. IL GRANDE EVENTO VA AVANTI IN SORDINA E DOPO SETTE MESI IL TURISMO RELIGIOSO NON DECOLLA
Dovrebbe essere uno dei Grandi Eventi di Vicenza del 2026. L’ “Anno Giubilare Mariano e della Rinascita” , però, è come se non ci fosse.
I gruppi di minoranza del Consiglio comunale di Vicenza hanno tenuto una conferenza stampa per fare il punto politico, amministrativo e progettuale sul percorso della TAV dalla stazione del capoluogo verso est.
I consiglieri Stefano Notarangelo, Francesco Saoncella, Nicolò Naclerio, Michele Dalla Negra e Marco Zocca hanno puntato il dito sull’atteggiamento del Comune che, sostengono, “in tre anni non è ancora riuscito a esprimere una scelta chiara e definitiva su quale preferirebbe delle soluzioni disponibili per l’attraversamento della città in direzione Padova”.
“L’amministrazione insiste sulla soluzione zero – spiega Notarangelo -, pur sapendo che è tecnicamente irrealizzabile, e chiede a RFI di fare altre valutazioni in proposito. Ma RFI ha già espresso la sua preferenza per quella a raso, che è meno costosa e complicata ma comporta l’infrastruttura del Salto del montone a Settecà, che è molto impattante sul territorio”.
I consiglieri di Centrodestra ricordano di aver portato in Consiglio comunale una mozione favorevole alla soluzione della galleria lunga, che però non è stata votata dalla maggioranza.
“Possamai – proseguono – sostiene che il progetto del Lotto 3 Vicenza-Padova non procede perchè non ci sono i soldi per realizzare la tratta. Questo non è vero: le risorse per il progetto, intanto, sono già state stanziate dal Ministero, ma il progetto non si può definire perchè il Comune di Vicenza lo blocca di fatto con la sua inerzia. Non si può chiudere la progettualità se non si sa quale soluzione adottare”.
I consiglieri di opposizione mettono in evidenza che gli altri Comuni, nei cui territori proseguirà la TAV in uscita da Vicenza (Torri di Quartesolo, Grumolo delle Abbadesse e Camisano) si sono mossi tempestivamente dialogando con RFI e i consorzi collegati tanto da ipotizzare concordemente opere e cantieri. “Perchè l’amministrazione del capoluogo non ha fatto altrettanto?” chiedono.
“È ora di finirla – concludono i consiglieri di minoranza – con il rimpallo di responsabilità fra Rucco e Possamai, bisogna piuttosto individuare una soluzione condivisa da portare a RFI per sbloccare la fase progettuale e per evitare che, a fronte della passività del Comune, passi d’autorità la soluzione a raso con il corollario del salto del montone”.

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