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TARI. I GRUPPI DI MINORANZA CONTRO LA GIUNTA POSSAMAI PER IL NUOVO AUMENTO: IN 3 ANNI OLTRE IL 22%

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Con un comunicato congiunto i gruppi di minoranza in Consiglio comunale esprimono la propria contrarietà al nuovo aumento della Tari del 5,67% che l’assessore all’Ambiente Sara Baldinato ha annunciato il 15 luglio (https://ilpunto.news/comune-di-vicenza-aumento-del-567-della-tari-nuovi-servizi-di-raccolta-dei-rifiuti/) e che la Giunta porterà all’approvazione nel prossimo Consiglio.
“Dopo il + 6,79% del 2023, +7,4% del 2024 e il +2,51% del 2025 – spiega il comunicato -, arriva il quarto aumento consecutivo della tassa sui rifiuti. In tre anni un aumento di oltre il 22%. Un ulteriore rincaro che pesa indiscriminatamente su famiglie, pensionati, commercianti e imprese. Per fortuna che l’assessore/a Baldinato, sempre più isolata e sola all’interno della Giunta e del Consiglio comunale, solamente ieri ha dichiarato che «la priorità assoluta dell’amministrazione è stata proteggere il bilancio delle famiglie e delle imprese vicentine»… Famiglie ed imprese che potranno sempre mestamente consolarsi con la demagogica iniziativa «Mangia Plastica» ieri presentata alla stampa, iniziativa che vede il conferimento di bottiglie in Pet in appositi compattatori ricevendo in cambio punti convertibili in sconti nei negozi di quartiere…”.
“Questo aumento non è un episodio isolato – prosegue il comunicato -. In questi tre anni di amministrazione Possamai i vicentini hanno dovuto fare i conti con l’aumento di diverse imposte e tariffe comunali. L’impressione è che, ogni volta che aumentano i costi, la risposta dell’Amministrazione abbia una sola direzione: chiedere un ulteriore sacrificio ai cittadini. Non si cita mai la parola «tagli» a progetti minori o a spese inutili”.
“L’Amministrazione – conclude l’opposizione – rivendica di aver recuperato quasi 2 milioni di euro dalla lotta all’evasione della Tari. Un risultato positivo, ma che rende ancora più difficile comprendere perché non sia stato possibile contenere almeno in parte questo nuovo aumento. Lascia inoltre perplessi il tentativo di liquidare il rincaro come «meno di un caffè al mese». Per molte famiglie il problema non è un caffè, è la somma di aumenti che, anno dopo anno, pesa sempre di più sui bilanci. A tutto questo si aggiunge un fatto grave: a una settimana dal Consiglio comunale sull’assestamento di bilancio, i consiglieri non hanno ancora ricevuto la documentazione necessaria per esaminare uno dei provvedimenti economici più importanti dell’anno non ancora discusso in commissione. Un modo di procedere che non aiuta un confronto corretto, leale, serio e trasparente”.

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