
CUNEGATO: IN REGIONE LA DESTRA HA DECISO DI NON DECIDERE (E SI È SPACCATA)
È stata una settimana molto intensa. A monopolizzare il lavoro del Consiglio regionale è stata l’approvazione del bilancio consultivo e di assestamento, dove la destra
La questione invecchiamento della popolazione, fatto in sé positivo se si riesce a garantire condizioni adeguate di vita, non è certamente solo una questione di salute fisica bensì di benessere complessivo della persona nell’ambiente in cui vive.
Una società che rispetta i propri anziani deve in ogni caso avere tra le priorità sociali l’assistenza alle persone non autosufficienti e la continuità assistenziale in strutture idonee dopo la fase acuta della malattia, strutture che a tutt’oggi, nonostante i cospicui finanziamenti del PNRR, nel Veneto sono inadeguate in termini di posti letto e servizi in generale. Infatti leticano a sopportare il carico di assistenza di cui sono investite quando i propri cari sono dimessi dall’Ospedale.
In queste brevi considerazioni mi interessa focalizzare l’attenzione sulle prestazioni alle persone non autosufficienti o semi-autosufficienti, partendo da una domanda che rivolgo ai lettori e alla quale cerco di rispondere con una proposta.
La domanda è la seguente: perché un anziano non autosufficiente dopo aver lavorato una vita se ha bisogno di assistenza deve pagare una retta (alla quale obbligatoriamente deve concorrere con la propria pensione e con il contributo dei familiari) mentre le persone autosufficienti, in età lavorativa, sono assistite in Ospedale gratuitamente, com’é giusto che sia in un sistema sanitario pubblico universalistico quale è il nostro tutt’ora, nonostante i tentativi di privatizzarlo in comparti fondamentali ad opera dei cosiddetti governatori Galan (1995-2010) e Zaia (2010-2015)?
A questa domanda c’è una risposta sola: perché i governatori sopra richiamati, in particolare Zaia e il suo partito, che ha tenuto l’Assessorato alla Sanità per 20 anni dal 2005 al 2025, non hanno avuto il coraggio di includere nei livelli essenziali di assistenza, i famosi Lea, le prestazioni di assistenza e cura ad alto contenuto sanitario di cui necessitano gli anziani e le persone non autosufficienti. Chiaro che l’inclusione delle prestazioni nei Lea significa porle a carico del sistema sanitario regionale e renderle gratuite alle famiglie.
Ritengo questo passaggio cruciale nel nostro sistema sanitario regionale, un dovuto riconoscimento a chi ha fatto grande il Veneto e merita, nel momento di maggiore difficoltà, di avere il sostegno dell’intera comunità regionale che si fa carico, attraverso una tassa di scopo, dell’onere finanziario da sostenere.
So che quando si parla di tasse di scopo tutti raddrizzano le antenne, tuttavia conto nel prossimo contributo a questo importante giornale on line, di convincere quantomeno i più sensibili alla fattibilità ed equità della proposta.
Claudio Rizzato
Dirigente Regione Veneto-Consiglio Regionale 1/12/1988-31/12/2021
Consigliere regionale VII e VIII legislatura
Presidente Ronzani Editore.

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