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SICUREZZA. POSSAMAI: I COMUNI PRONTI A COLLABORARE CON LO STATO MA SERVONO RISORSE E UNA STRATEGIA NAZIONALE

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Si è tenuta il 22 gennaio la riunione della Consulta dei Comuni capoluogo di Provincia di Anci, che ha avviato il percorso per la costruzione di un Nuovo Patto nazionale per la sicurezza delle città, da sottoporre al Governo e al Ministero dell’Interno.
La riunione è stata convocata e diretta dal sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, coordinatore delle città capoluogo in Anci, che ha sottolineato come il tema della sicurezza rappresenti una priorità concreta e richieda un confronto costante tra i sindaci italiani.
«La sicurezza è una priorità per le nostre comunità – ha dichiarato Possamai -. Il dibattito sulla sicurezza oggi è centrale in tutte le città italiane, e solo attraverso un lavoro comune possiamo portare al Governo proposte serie e strutturali».
Durante la riunione, il sindaco ha sottolineato la necessità di risposte concrete sul territorio: «serve garantire sicurezza reale ai cittadini, partendo da una presenza costante delle Forze dell’Ordine e della Polizia locale. È importante stabilire con chiarezza quali siano i dispositivi in uso agli operatori: a partire dal bastone estensibile e dalla mazzetta di segnalazione, gli strumenti devono essere definiti, regolamentati e disponibili per lavorare in sicurezza».
Nel corso dell’incontro è emerso con forza un principio condiviso: la sicurezza dei cittadini è prima di tutto una responsabilità dello Stato. I Comuni sono pronti a collaborare, ma servono risorse adeguate e una strategia nazionale chiara.
I sindaci hanno ricordato come dal 2009 a oggi il personale della Polizia locale sia sceso da circa 60 mila a 48 mila unità. Per tornare a livelli adeguati e garantire risposte misurabili ai cittadini, servono almeno 500 milioni di euro di investimenti. Tra le priorità anche una maggiore presenza sul territorio, soprattutto nelle ore notturne, con l’obiettivo minimo di una volante o radiomobile ogni 25 mila abitanti.
Il Nuovo Patto nazionale per la sicurezza delle città prevede l’istituzione di un Fondo unico nazionale stabile per le assunzioni e la formazione della polizia locale, il presidio del territorio, la videosorveglianza – comprese le bodycam – le attività di prevenzione, il contrasto alla devianza giovanile e alla cosiddetta “mala movida”, oltre ad azioni sulle marginalità sociali, sulle dipendenze e sul disagio psichico.

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