# Tags
blank

SERIE B 2026-2027. LE PROVINCIALI SONO TANTE E IL VICENZA È IL PIÙ TITOLATO

blank

Nel prossimo campionato di Serie B proprio non mancano le “provinciali”, qualifica che era data nel calcio degli Anni Sessanta del Novecento alla squadre non di grandi città ma espressione di quelle – appunto – “di provincia”. La più illustre fu il Lanerossi Vicenza, che, con i suoi vent’anni consecutivi in A (dal 1955 al 1975) si meritò l’appellativo di “nobile provinciale” dovuto alla felice invenzione di Antonio Berto, che lo usò come titolo della sua storica e fondamentale storia del club ab initio e fino al 1977. Il Lane vinse due volte consecutive (1962-1964) lo “scudetto delle provinciali”, titolo virtuale messo in palio dal quotidiano sportivo Tuttosport.
Ammesso nel gruppo ad honorem il Vicenza, quali sono le altre che meritano la qualifica di provinciali della B? In ordine alfabetico: Ascoli, Avellino, Benevento, Catanzaro, Cesena, Cremonese, Empoli, Mantova, Pisa e Padova. Tutte hanno nella storia campionati di Serie A: la regina è il Vicenza con 30, l’Empoli ne ha 17, Ascoli e Padova 16, sia Cesena che Modena 13, l’Avellino 10, la Cremonese 9, il Pisa 8, Catanzaro e Mantova 7, il Benevento solo 2.
Queste 11 squadre hanno in comune percorsi alterni, in cui hanno fatto su e giù nei livelli del calcio professionistico o perchè dipendenti da proprietà non strutturate per avere continuità in A o perchè legate a cicli tecnici occasionali ed effimeri. La dimensione ridotta della società è un limite prioritario e lo sta diventando sempre di più e i piccoli centri sono poco attrattivi per grandi investitori. Con i capitali si possono costruire e rinnovare rose importanti e destinate ad avere un futuro ma, se ogni anno bisogna rifare i conti, diventa dura.
Anche Arezzo, Carrarese, Entella, Juve Stabia e SudTirol sono, in senso geografico, delle provinciali ma mancano del requisito fondamentale per accedere al gruppo, perchè la Serie A non la hanno mai vista. Magari faranno bene nel prossimo campionato, ma i galloni se li devono guadagnare.
Quale ruolo avranno, allora le 11 provinciali nel campionato 2026-2027? La Cremonese è una delle retrocesse e le spetta, per antonomasia, l’obbiettivo della immediata risalita ma bisognerà vedere come si attrezza per la B e come impatta con il livello più basso. Il Catanzaro è stato il migliore dei playoff ma non brillantissimo in campionato e ha cambiato allenatore: Alberto Aquilani è andato al Sassuolo e il suo sostituto Marco Turati è giovane (32 anni) e debutta in B. Anche il Pisa è una retrocessa (ultima in A dopo un solo campionato) ma, al momento, il suo futuro è imprevedibile. La proprietà americana non è stata all’altezza l’anno scorso: rosa composta in gran parte con tanti prestiti e svincolati e cambio di allenatore a metà stagione. Ricomincia da un nuovo tecnico, Paolo Bianco che ha portato il Monza in A.
Il Mantova, primo non qualificato ai playoff (alla pari con Padova e Cesena) ha invece confermato in panchina Francesco Modesto, già al Lane, e per la squadra virgiliana si prospetta un ruolo da comprimaria come, del resto, per il Cesena. Il nuovo proprietario del Padova, l’industriale Banzato, punta a primeggiare in futuro ma deve spendere tanto per dare alla rosa un profilo adeguato.
L’Empoli è alle prese con un cambio di proprietà: lo storico presidente Corsi sarebbe in procinto di cedere il club a un fondo americano, magari restando con una quota di minoranza. Questo passaggio, evidentemente, fa da blocco all’allestimento della squadra per il prossimo campionato.
E le due neopromosse Benevento e Arezzo? La prima sembra già attrezzata per dire la sua in B, i toscani devono rinforzarsi per meritare il mantenimento della categoria.
GIANNI POGGI

blank
Sottoscrivi
Notificami
guest
0 Commenti
Più vecchi
Più recenti Più votati
Feedbacks in linea
Vedi tutti i commenti

PIU' RECENTI

0
Lascia un commentox