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SCUOLA. IL COMITATO AULA 33 CONTESTA LA MODIFICA DEGLI ISTITUTI TECNICI. UN PRESIDIO IL 5 MAGGIO

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Docenti e studenti delle scuole della provincia di Vicenza riuniti nel comitato Aula 33 esprimono la propria opposizione, nel metodo e nel merito, alla modifica dell’ordinamento degli istituti tecnici contenuta nel D.M. del 19 febbraio.
“Della riforma, come per altre occasioni – spiega un comunicato di Aula 33 -, colpisce il mix di arroganza, ignoranza e faciloneria propri dell’attuale gestione ministeriale che ancora una volta sta chiedendo alle scuole di approvare senza discutere un cambiamento sostanziale dell’istruzione tecnica. Il primo elemento che salta agli occhi è il taglio secco per il biennio di tutti gli indirizzi delle ore dedicata alle discipline Stem (dopo anni di retorica sulla necessità del loro rafforzamento): raggruppate sotto la dizione di scienze sperimentali, le attuali scienze della terra, biologia, chimica e fisica passano da da 528 ore a 297 ore con una perdita di ben 231 ore. Altrettanto indicativa di una logica inaccettabile è la riduzione da quattro a tre ore di lingua e letteratura italiana nella classe quinta in tutti gli indirizzi dell’istruzione tecnica e la totale eliminazione della geografia dall’indirizzo turistico. Ciò significa un sensibile taglio di cattedre e  posti di lavoro, ma anche una riorganizzazione didattica e metodologica imposta dall’alto senza alcun confronto con i docenti e le docenti interessatə”.
“Presentare a marzo – aggiunge il comitato – quadri orari notevolmente cambiati che devono entrare in vigore nelle classi prime già dal 1 settembre 2026, significa prendere in giro alunni e genitori che si sono iscritti entro fine gennaio avendo presente quadri orari e discipline sensibilmente diverse. Ciò che ci preoccupa è la riduzione secca del tempo scuola che, come per la riforma degli istituti professionali, depotenzia tutte le aree di formazione del pensiero critico, esaltando di contro in modo acritico le specializzazioni produttive”. 
“È dunque evidente – conclude Aula 33 – che la riforma dei tecnici riguarda tuttə coloro che hanno a cuore la scuola pubblica italiana, la scuola della Costituzione. Dal blocco dell’educazione sessuo-affettiva alla riforma degli esami, dalla circolare sulla censura degli interventi “esterni” alle linee guida per la scuola secondaria di primo grado e licei, siamo di fronte ad un offensiva di segno reazionario tanto sul piano ideologico quanto su quello organizzativo e didattico. Chi come noi vive la scuola dal di dentro sa quanto sia forte, nonostante gli innumerevoli tenativi di depotenziarli, la volontà di conoscere, intervenire, essere protagonisti del proprio destino”.
Per protestare il Comitato Aula33 convoca un presidio il 5 maggio alle ore 15 presso la sede dell’UAT di Vicenza, al quale sono invitati tutti i docenti, gli studenti e i genitori delle scuole superiori della provincia.
Inoltre aderisce ed invita tutti i lavoratori della scuola ad aderire  allo sciopero nazionale indetto da Usb, Cobas e FLC Cgil giovedì 7 maggio.

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