Il caro energia rischia di mettere in ginocchio il sistema degli impianti natatori italiani. Non possiamo assistere alla chiusura di strutture che rappresentano un presidio fondamentale per la salute, la prevenzione, la riabilitazione, lo sport e l’inclusione sociale”. Lo dichiara la senatrice Daniela Sbrollini, responsabile sport e salute di Italia VIva, che ha presentato un’interrogazione al Governo per chiedere interventi urgenti a sostegno del comparto.
L’allarme arriva dalla CONGEPI, che ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale del settore. In Italia gli impianti natatori sono circa 3.000, con oltre 100 mila addetti e migliaia di società e associazioni sportive.
“Una piscina non è soltanto un luogo dove si fa sport,” sottolinea la senatrice Sbrollini “È un servizio essenziale per insegnare ai bambini a nuotare, prevenire gli incidenti in acqua, sostenere la riabilitazione, mantenere in attività anziani e persone fragili. Chiudere una piscina significa privare una comunità di un servizio che incide direttamente sulla qualità della vita e sulla salute dei cittadini”.
La senatrice chiede al Governo un tavolo nazionale di crisi, contributi straordinari e ristori di emergenza, oltre a un piano strutturale per finanziare efficientamento energetico, fotovoltaico, pompe di calore e sistemi di recupero del calore.
“Servono risposte adesso: salvare le piscine significa investire nella salute e nella prevenzione dei cittadini”, conclude Sbrollini.
Ufficio Stampa Sen. Daniela Sbrollini
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
Al Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, al Ministro dell’economia e delle finanze e al Ministro per lo sport e i giovani.
Premesso che
- la Confederazione Gestori Piscine (CONGEPI) ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale dell’intero comparto degli impianti natatori, evidenziando come l’attuale situazione dei costi energetici e gestionali stia mettendo a rischio la sostenibilità economica di migliaia di strutture presenti sul territorio nazionale;
- il comparto degli impianti natatori costituisce una realtà di particolare rilevanza economica e sociale: sono circa 3.000 gli impianti natatori distribuiti sul territorio nazionale, utilizzati quotidianamente da milioni di cittadini, con un indotto occupazionale che coinvolge oltre 100.000 addetti, oltre a migliaia di società e associazioni sportive;
- le piscine non rappresentano esclusivamente strutture destinate alla pratica sportiva, ma svolgono una funzione di interesse pubblico essenziale per la salute, la prevenzione, la riabilitazione, lo sport agonistico e amatoriale, l’inclusione sociale e il benessere delle comunità;
- particolarmente importante è il ruolo degli impianti natatori nell’insegnamento del nuoto ai bambini e nella prevenzione degli incidenti in acqua, nelle attività rivolte alle persone anziane e con disabilità e nei percorsi di riabilitazione motoria;
- gli impianti natatori sono inoltre strutture caratterizzate da consumi energetici particolarmente elevati, dovendo garantire in modo continuativo il riscaldamento dell’acqua delle vasche, degli ambienti, dell’acqua sanitaria e dell’aria, nonché il funzionamento degli impianti di ventilazione, filtrazione, trattamento e ricambio dell’acqua;
- l’incremento dei costi dell’energia elettrica e del gas ha pertanto un impatto particolarmente significativo sui bilanci dei gestori, che non sempre possono trasferire integralmente tali maggiori costi sulle tariffe applicate agli utenti;
- la situazione rischia di determinare un progressivo aumento delle tariffe, la riduzione delle attività e degli orari di apertura e, nei casi più gravi, la chiusura definitiva degli impianti, con conseguenze rilevanti sia sul piano occupazionale sia sulla possibilità per milioni di cittadini di accedere a servizi sportivi, sanitari e sociali;
- il rischio è particolarmente grave per gli impianti pubblici o convenzionati con gli enti locali, nei quali le tariffe sono spesso soggette a vincoli e nei quali l’aumento dei costi di gestione può determinare squilibri economico-finanziari difficilmente sostenibili;
considerato che
- la situazione denunciata da CONGEPI richiede una risposta immediata da parte delle istituzioni nazionali, anche al fine di evitare che l’emergenza energetica si trasformi in una crisi strutturale dell’intero comparto;
- è necessario intervenire su due distinti livelli: da un lato attraverso misure immediate di sostegno e ristoro, finalizzate a garantire la continuità gestionale degli impianti maggiormente in difficoltà; dall’altro attraverso misure strutturali di medio e lungo periodo, finalizzate alla riduzione permanente dei consumi energetici e dei costi di gestione;
- gli investimenti in efficientamento energetico, fotovoltaico, pompe di calore, solare termico, sistemi di accumulo, cogenerazione, coibentazione e ammodernamento degli impianti tecnologici possono consentire una significativa riduzione della dipendenza energetica delle strutture, ma richiedono risorse finanziarie che molti gestori, soprattutto in questa fase, non sono in grado di sostenere autonomamente;
si chiede di sapere
- se il Governo sia a conoscenza della situazione di emergenza nazionale denunciata da CONGEPI e delle gravi difficoltà economiche che stanno interessando il comparto degli impianti natatori;
- se intenda convocare con la massima urgenza un tavolo nazionale di crisi con CONGEPI, le altre organizzazioni rappresentative del settore, le federazioni sportive, le associazioni e società sportive, gli enti locali e le organizzazioni sindacali, allo scopo di definire interventi immediati per garantire la continuità degli impianti;
- se il Governo intenda predisporre contributi straordinari e ristori di emergenza destinati agli impianti natatori che presentino comprovate situazioni di squilibrio derivanti dall’aumento dei costi energetici;
- se intenda adottare misure specifiche a favore degli impianti natatori pubblici e di quelli gestiti in regime di convenzione con gli enti locali, al fine di consentire il riequilibrio dei rapporti concessori e contrattuali quando l’aumento dei costi energetici abbia determinato condizioni economiche significativamente diverse da quelle esistenti al momento dell’affidamento;
- se non ritenga necessario introdurre un programma nazionale straordinario per l’efficientamento energetico degli impianti natatori, con contributi in conto capitale e strumenti finanziari agevolati destinati alla realizzazione di interventi per la riduzione dei consumi;
- se intenda favorire, in particolare, l’installazione di impianti fotovoltaici, pompe di calore, sistemi solari termici, sistemi di accumulo, cogenerazione ad alta efficienza, interventi di coibentazione e sistemi evoluti di gestione e recupero del calore, prevedendo procedure semplificate e incentivi adeguati alle specificità degli impianti natatori;
- se il Governo intenda valutare l’inserimento degli impianti natatori tra le strutture alle quali riconoscere priorità nell’accesso agli strumenti nazionali di sostegno all’efficienza energetica e alla produzione di energia da fonti rinnovabili;
- se, infine, non ritenga necessario predisporre un piano nazionale di medio-lungo periodo per la sostenibilità economica ed energetica del comparto natatorio, affinché l’attuale emergenza possa essere trasformata in un’occasione di modernizzazione degli impianti e di riduzione strutturale dei loro costi energetici.
La continuità degli impianti natatori non riguarda infatti esclusivamente i gestori, ma interessa direttamente la salute, la prevenzione, la riabilitazione, lo sport, l’inclusione sociale e la qualità della vita di milioni di cittadini.
Daniela Sbrollini
Senatrice della Repubblica