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SANITÀ. LA CANCELLAZIONE DELLA MAPPATURA DEI NEI ANIMA IL DIBATITO POLITICO ANCHE DOPO FERRAGOSTO

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La notizia che la Regione Veneto ha comunicato ai medici di base la scomparsa della impegnativa della “mappatura dei nei” ha impegnato il dibattito politico a Ferragosto e continua dopo il lungo ponte.
Fra i primi a diffondere e a criticare la decisione di Palazzo Balbi è il portavoce di Il Veneto che vogliamo Carlo Cunegato che, il 14 agosto, scrive: “solo se un cittadino si accorge di un principio di melanoma e lo segnala al medico potrà avere una visita, ma niente mappature. Insomma, andate nel privato. Una catastrofe, perché diminuire la prevenzione significa aumentare la mortalità dei veneti” (https://ilpunto.news/cunegato-vcv-addio-alla-mappatura-dei-nei-nel-pubbblico-zaia-per-diminuire-le-liste-dattesa-elimina-le-impegnative/)
Sabato 16 agosto la capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale Vanessa Camani dichiara: “è inaccettabile che la Regione Veneto neghi ai propri cittadini le impegnative per la mappatura dei nei, costringendo i cittadini che ne hanno la necessità a rivolgersi al privato. Come se non bastassero già le lentezze legate alle liste d’attesa”.
Il giorno dopo, domenica 17, è la Regione con una nota tecnica dell’Area Sanità e Sociale a fare alcune puntualizzazioni: “non vi è stata alcuna modifica o riduzione nell’offerta di visite dermatologiche e di controlli per i pazienti con sospette lesioni pigmentate (nei o nevi), che continuano a essere garantiti in tutte le sedi pubbliche e ospedaliere del territorio regionale, secondo le modalità di accesso definite dalle singole direzioni sanitarie. Per maggiore completezza d’informazione, si evidenzia che con l’entrata in vigore del nuovo nomenclatore tariffario nazionale dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), dal gennaio 2025 la cosiddetta “mappatura sistematica dei nei” non è più prevista come prestazione a carico del Servizio sanitario nazionale. Non si tratta di una scelta regionale, bensì di un aggiornamento stabilito a livello nazionale”.
Alla nota replica lunedì 18 di nuovo Camani: “la precisazione con la quale la Regione affronta il tema della mappatura sistematica dei nei, non più prevista come prestazione a carico del Servizio sanitario nazionale, non sposta il problema del buco di prevenzione che è venuto a crearsi. Dire infatti che ‘non cambia nulla per i pazienti’, che possono comunque, in casi sospetti, rivolgersi al medico di famiglia, il quale potrà formulare la richiesta di visita se lo riterrà necessario, appare come il tentativo di ridimensionare la portata di quanto sta accadendo”.
“E se è vero – aggiunge – che la decisione è di livello nazionale, è altrettanto innegabile che la Regione avrebbe potuto inserire lo screening come extra Lea per i casi più a rischio. In più, con questa impostazione, si scarica nuovamente sui medici di medicina generale pure il controllo preventivo e l’eventuale valutazione dell’ipotetica pericolosità o meno di un neo per fare poi l’eventuale prescrizione per la visita dermatologica specialistica. Insomma – conclude Camani – si tratta di una precisazione che non può sollevare la Regione da ogni responsabilità”.
Anche Cunegato critica la Nota regionale: “chi stabilisce o è in grado di dirmi se il nevo è sospetto? La Regione qui manda un messaggio che secondo me è pericolosissimo nel suo comunicato: lo screening sistematico di tutti i nei nella popolazione generale non ha dimostrato efficacia nella riduzione dei melanomi invasivi né della mortalità per melanoma. Per questo non è paragonabile agli screening oncologici di comprovata utilità (mammella, colon-retto, cervice uterina). Quindi dovrei essere io a stabilire se il mio neo è sospetto e poi al massimo confrontarmi con il mio medico di base. Invece di suggerire visite periodiche di controllo si propone un’autodiagnosi. Scandaloso”.
Pure di lunedì 18 è la iniziativa dei consiglieri comunali di maggioranza di Vicenza Raffaele Colombara (Per una Grande Vicenza), Massimiliano Zaramella (presidente Consiglio comunale e Delegato alla Salute), Mattia Pilan (Coalizione Civica-Sinistra Verdi), Ida Grimaldi (Possamai Sindaco), Elia Pizzolato (Civici per Vicenza), Giacomo Bez (Partito Democratico) e Luca Poncato (Lista Tosetto) che con una mozione chiedono al Sindaco e alla Giunta di sollecitare la Regione Veneto affinché garantisca la prevenzione e lo screening dermatologico, intesi come percorso strutturato di diagnosi precoce e sorveglianza mirata e follow-up dei tumori cutanei; promuovere, in collaborazione con l’ULSS, le società scientifiche, le associazioni mediche e di volontariato, campagne di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza sui rischi del melanoma, sull’importanza della diagnosi precoce e sulle corrette modalità di prevenzione; trasmettere la mozione al Presidente della Regione Veneto, all’Assessore regionale alla Sanità e ai capigruppo del Consiglio regionale, chiedendo una tempestiva presa di posizione e un intervento normativo coerente con le raccomandazioni scientifiche.

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