
VENETO: AUTONOMIA E GIUDICI DI PACE. LA LEGA LASCIA A ROMA 18 MILIARDI DI EURO.
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Einaudi diceva “prima conoscere, poi discutere, poi deliberare”. Mi sembra che questa classe politica, che ci governa a Roma e a Venezia, abbia rinunciato anche a conoscere. È come se si facessero guidare dal principio di inerzia, rimuovendo la realtà, conducendoci, a poco a poco, verso il baratro.
Lo diciamo da anni. Almeno da dieci. Bastava e basta guardare ai dati demografici. Gli anziani continuano ad aumentare e aumenteranno esponenzialmente, determinando un aumento dei malati cronici e dei bisogni di salute. In 20 anni avremo il doppio degli over 80. Bastava guardare ai dati sui tagli al servizio sanitario nazionale, che la destra reitera. Nel 2028 la spesa sanitaria sul Pil arriverà al 5,93%, la Germania spende il 10,5%. Bastava guardare agli errori di programmazione sulla formazione del personale, come quello che ha portato, per colpa della Lega veneta, ad avere 700mila veneti senza medico di base.
Giacomo Canova, presidente dell’ordine degli infermieri, ha illustrato la proiezione futura degli infermieri nella provincia di Vicenza. Nella migliore delle ipotesi, se le iscrizioni rimarranno costanti, passeremo dall’avere 6133 infermieri ad averne 4873. Significherebbe perdere il 21% degli infermieri. Significherebbe chiudere 5 ospedali spoke (per capirci ospedali come Valdagno, Arzignano e Noventa). Tuttavia, questa è una proiezione ottimistica perché, se il numero delle iscrizioni a infermieristica calerà, perderemo il 26% degli infermieri.
Mentre la destra veneta inaugura Case delle comunità prendendo in giro tutti, perché spesso di nuovo ci sono solo i cartelli, noi ci stiamo giocando il sistema sanitario nazionale, rischiamo di dover chiudere gli ospedali per mancanza di personale. Se in 10 anni in Veneto abbiamo quadruplicato gli ambulatori privati, credetemi, rischiamo che questo sia solo l’inizio.
Dobbiamo far sentire la nostra voce, invocare un aumento della spesa sanitaria poderoso, costruire una politica di sostegno ai lavoratori della sanità, ai loro salari, alle condizioni di lavoro che devono essere compatibili con la vita, dobbiamo attrarre lavoratori dall’estero, ovviamente opportunamente formati e competenti.
Altrimenti, se fra qualche anno vi troverete a dover pagare per curarvi, e magari sentirete la sofferenza che provano gli americani quando si indebitano per curarsi, sarà troppo tardi.
Carlo Cunegato
consigliere regionale di AVS

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