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SANITÀ. CUNEGATO (AVS): CARENZA INFERMIERI? SISTEMA SANITARIO A RISCHIO. RIVEDERE CARICHI DI LAVORO E STIPENDI

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“Ridiamo riconoscimento sociale a un lavoro di cura che è prezioso ed essenziale. Facciamolo davvero, garantendo condizioni di lavoro e stipendi adeguati e all’altezza. Negli ultimi 35 anni gli infermieri hanno perso clamorosamente reddito, da 10mila euro annui per i neoassunti a 16mila per chi è a fine carriera”. 
Carlo Cunegato, candidato della lista Alleanza Verdi e Sinistra per Giovanni Manildo, interviene a seguito dell’allarme lanciato dai sindacati e dell’Ordine degli infermieri sul calo del numero di iscritti alla laurea in infermieristica. Un calo generale che riguarda tutto il Paese – in Italia ci sono state 19.298 domande su poco più di 20mila posti mentre quindici anni fa le domande erano state 45806 – e non risparmia il Veneto, con solo 1.269 candidati per 2.124 posti e Vicenza dove nella sede di Monte Berico si sono registrate 73 domande per 120 posti. 
“Si è parlato a lungo della mancanza di medici in Italia, ma il vero buco nero del nostro sistema, riguarda la mancanza di infermieri- spiega Cunegato -. Nel Sistema Sanitario Nazionale operano 1,42 infermieri per medico contro i 2,7 della Germania, 2,8 del Regno Unito, 3,3 della Francia. In Italia mancano 70mila infermieri e ora solo per le Case di comunità servirebbero 30mila infermieri in più”.
“In Veneto il buco è di 3.000 infermieri, nel vicentino di un migliaio – aggiunge Cunegato -. Il problema è che la maggioranza degli infermieri ha tra i 50-55 e nei prossimi anni andranno in pensione tra i 3mila e i 6mila infermieri. L’allarme lanciato dall’Ordine e dai sindacati sulla possibile chiusura di ospedali è quindi tanto reale quanto drammatico. I numeri dimostrano che la Regione ha fallito completamente nella programmazione e ora bisogna agire immediatamente. Bisogna pagare di più gli infermieri che cominciano a lavorare con solo 1.700 euro al mese. Bisogna dare loro una prospettiva di carriera: non si può, dopo 40 anni di lavoro, guadagnare solo 1.950 euro. Negli ultimi 35 anni gli infermieri hanno perso clamorosamente reddito, da 10mila euro annui per i neoassunti a 16mila per chi è a fine carriera.  E questo a fronte di carichi di lavoro che sono eccessivi e spesso non consentono di conciliare la vita e il lavoro. Non possiamo più aspettare. Per il presente e il futuro, dobbiamo intervenire per ridare riconoscimento sociale a un lavoro di cura meraviglioso ed essenziale”.

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