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RINNOVABILI. CUNEGATO (AVS): IL VENETO È AL 17° POSTO MA LA REGIONE TAGLIA 33 MILIONI SU 50 PREVISTI

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Carlo Cunegato, presidente del Gruppo Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale del Veneto, ha pubblicato un comunicato in cui attacca la Regione Veneto sul tema delle energie rinnovabili: “la riprogrammazione dei fondi europei – scrive il consigliere di AVS – rivela qualcosa che va oltre la gestione finanziaria: dimostra la totale disattenzione di questa Regione verso le energie rinnovabili e la transizione ecologica. I dati che abbiamo ottenuto in Commissione sono impietosi: su 50 milioni di euro previsti per le rinnovabili nel periodo 2021-2027, la Giunta ne taglia 33, pari ai due terzi. Questo taglio va letto insieme ai dati del Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) sugli indicatori del Benessere Equo e Sostenibile (BES): il Veneto produce soltanto il 26,8% della sua energia da fonti rinnovabili, a fronte di una media nazionale del 36,9%. Siamo 10 punti sotto la media italiana, al 17° posto su 21 regioni. Distanti anni luce dal Trentino, che supera il 140%, ma anche dalla Puglia al 65% e dalla Basilicata al 136%. E il quadro peggiora ulteriormente se si escludono i dati di Belluno, che beneficia dell’idroelettrico: nelle province di Vicenza, Verona e Venezia la quota di rinnovabili scende al 15%. Metà della media nazionale. Altro che eccellenza, registriamo un ritardo strutturale che questa destra non ha né la volontà né la capacità di affrontare”.
“Le conseguenze sono tre – conclude Cunegato – e sono concrete. Prima: non affrontare il cambiamento climatico, mentre il DEFR stesso certifica che in pianura padana superiamo del 100% le soglie di emissioni fissate dall’OMS. Seconda: non tutelare la salute dei cittadini veneti. Terza: condannare le nostre imprese a comprare gas liquido dagli Stati Uniti a quattro volte il prezzo di mercato, dopo le sanzioni alla Russia. Non fare programmazione seria sulle rinnovabili non è solo una scelta ambientale sbagliata: è una scelta economica suicida. Accade anche a livello nazionale, dove il governo ha dirottato altrove larga parte dei 2 miliardi di fondi PNRR destinati alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), dopo averne speso appena l’1% per colpa di ostacoli burocratici che non ha voluto rimuovere. Una destra che nega il cambiamento climatico e poi scarica sui cittadini e sulle imprese il costo della propria inerzia”. 

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