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REGIONE. CUNEGATO (AVS): IL PRIMO BILANCIO DI STEFANI? UGUALE A TUTTI I PRECEDENTI, PICCOLO CABOTAGGIO

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“La situazione è grave, ma non è seria”, diceva Ennio Flaiano. È proprio quello che emerge dalla approvazione del primo bilancio della giunta Stefani. Senza nessun coraggio, un bilancio uguale a quelli che lo hanno preceduto, con qualche spostamento di milioncini, operazioni di piccolo cabotaggio. Ci voleva coraggio per affrontare una situazione drammatica. “Abbiamo chiuso il bilancio, siamo bravissimi”, dice la destra veneta, in maniera tragicomica. Quali servizi nuovi avranno i veneti? Nessuno. Anzi, aumenterà la privatizzazione della sanità. i veneti avranno sempre meno servizi.
L’ultimo rapporto della Cgia di Mestre ci ricorda che dal 2007 il Veneto è cresciuto del 1,8%. In 20 anni il Pil del mondo è raddoppiato, noi siamo rimasti fermi. Dal Veneto Locomotiva d’Italia, al Veneto ape cross, fino al Veneto stazione ferroviaria. Immobili. Il rapporto ci ricorda che il 60% del Pil del Nordest dipende dai consumi interni. Se hai salari sempre più da fame, la domanda aggregata langue, e tu non cresci. Se hai salari da fame i giovani scappano. Lo sapete che il 41% dei veneti dichiara di fare fatica ad arrivare a fine mese? Abbiamo proposto il salario minimo e ce l’hanno bocciato. Ci ritorneremo con una proposta di legge che ho depositato. Il lavoro è la condizione di possibilità perché ognuno di noi si autodetermini. Tuttavia, è anche la conditio sine qua non della crescita.
La sanità? Sempre più privata. I veneti hanno speso 4,11 miliardi di sanità out of pocket. Più di tutti. Pagano le tasse e anche per curarsi. Che fare dunque? Ci vuole un nuovo patto sociale, chi ha di più deve dare un po’ di più. Zaia e Stefani hanno detto: “non metteremo le mani nelle tasche dei veneti”. Tuttavia, dobbiamo fare lo sforzo di capirlo, questa frase vuol dire: “non metteremo le mani nelle tasche dei ricchi, per metterle in quelle delle persone comuni”. Non è difficile da capire, se non chiediamo di più a chi ha di più, tu devi pagare la visita medica, tu devi pagare il trasporto pubblico per i tuoi figli, la Casa di Riposo intera per i tuoi genitori, lo psicologo per tuo figlio. È una tassa occulta.
La nostra proposta era molto moderata, ma anche molto concreta e propositiva. Chiedevamo di aumentare un po’ l’Irpef regionale (siamo l’unica grande Regione che ha una tassa piatta, pagano la stessa aliquota chi guadagna 15mila euro e chi guadagna 1 milione di euro). Avrebbe creato un leggero aumento di tasse per chi guadagna più di 50mila euro, il 7% dei contribuenti. Pensate, 9 euro al mese per chi guadagna 55mila euro. Non se ne sarebbe accorto. La tassazione non è una questione tecnica, è una questione eminentemente politica. Adesso vi spiego che cosa avete perso per colpa della destra. Avevamo le coperture per fare queste cose:
Trasporto pubblico gratuito per gli studenti. Esiste in Emilia Romagna, in Trentino, potevamo averlo anche noi. Ho parlato con mamme che hanno 3 figli e spendono 1350 euro l’anno per mandarli a scuola. Potevamo aiutare queste famiglie, potevamo attrarre studenti, potevamo potenziare il trasporto pubblico e diminuire le emissioni. La destra non ha voluto.
3000 impegnative per le case di riposo. Potevamo aiutare molti anziani, e le loro famiglie, che non trovano posto nelle strutture. Potevamo aiutare le case di riposo, che hanno sempre più problemi di sostenibilità economica. La nostra manovra aveva anche le copertura per l’esenzione Irap delle Case di riposo. La destra non ha voluto.
Investimenti nella salute mentale. In una regione dove se tuo figlio ha problemi, sei costretto sempre di più ad andare nel privato. C’è una Caporeto di problemi di salute mentale. Potevamo dare qualche risposta. La destra non ha voluto.
Investimenti nella disabilità. In una Regione dove è in crisi l’integrazione scolastica, l’inserimento lavorativo, dove la neuropsichiatria infantile è in crisi, dove “il dopo di noi” è solo sulla carta, dove ormai si pagano le scarpe ortopediche e gli ausili per le carrozzine. Potevamo aiutare queste persone e le loro famiglie, sempre più disperate. La destra non ha voluto.
Potevamo fare molte altre cose che qui non ho lo spazio di raccontare. La politica di Zaia continua con Stefani. Si chiama logica dell’inerzia. Non fare nulla e concentrarsi solo sulla comunicazione. Noi ci abbiamo provato, con un lavoro di proposte, con 600 emendamenti al Defr e centinaia al bilancio. Con un progetto concreto per dare servizi ai veneti. Senza una politica industriale, senza un potenziamento dei servizi sanitari e sociali, andiamo incontro al declino.

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