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REGIONE. CUNEGATO (AVS): DA LOCOMOTIVA A STAZIONE, SIAMO FERMI DA VENT’ANNI. LA MANOVRA DI STEFANI? PICCOLO CABOTAGGIO

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Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale, intervenendo in aula sulla manovra di bilancio, ha criticato la manovra varata dal presidente Alberto Stefani: “da tempo diciamo che la regione locomotiva d’Italia è diventata un vagone. La realtà è ancora peggio: il Veneto in vent’anni è cresciuto dell’1,8%. Siamo una stazione: fermi, immobili, mentre il resto del mondo raddoppiava il PIL. E a questo declino strutturale la giunta Stefani risponde con un bilancio di piccolo cabotaggio”.
“I dati della CGIA di Mestre sono chiari: quando abbiamo avuto il coraggio di rilanciare gli investimenti pubblici, tra il 2019 e il 2024, l’Italia è cresciuta. Quando siamo tornati dentro il Patto di stabilità, ci siamo rimessi le catene da soli. Ma la Regione non può usare Bruxelles come alibi: seguendo il modello dell’Emilia-Romagna, con una tassazione progressiva appena più coraggiosa della nostra, avremmo 550 milioni in più da investire per i veneti. Noi, come opposizione, abbiamo proposto qualcosa di molto più moderato: volevamo chiedere 9 euro al mese a chi guadagna 55.000 euro. Ma la maggioranza ha detto no”.
“Con quei soldi – conclude Cunegato – avremmo potuto dare risposte concrete: 3.000 impegnative per gli anziani, quantomai necessarie, considerato che oggi sono 11.000 le persone in lista d’attesa per un posto in RSA e che fra vent’anni gli over 80 raddoppieranno. Un esempio concreto: a Schio, territorio di 190.000 abitanti, è pronto il progetto di un centro Alzheimer con 40 nuovi posti. Ma senza le impegnative regionali, quel progetto è rimasto nel cassetto. Inoltre, con le risorse dell’addizionale Irpef avremmo potuto investire 10 milioni sulla salute mentale, risorse per la disabilità, per la cultura, per il trasporto gratuito ai giovani. Invece la maggioranza ha rifiutato tutto. Un Veneto che ha già perso 54.000 giovani e che ha 630.000 iscritti all’AIRE merita un bilancio più coraggioso. Questa regione ha bisogno di scelte radicali, non di annunci”.

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