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REGIONE. CAOS IN CONSIGLIO NELLA SESSIONE DI BILANCIO. MANILDO (PD): GIUNTA E MAGGIORANZA ALLO SBANDO. CUNEGATO (AVS): PROBLEMA POLITICO

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Giovanni Manildo, capogruppo del Partito Democratico in consiglio regionale ha commentato il caos che ha segnato l’apertura dei lavori d’aula sul bilancio regionale: “l’avvio della sessione di bilancio in Consiglio regionale è stato a dir poco surreale. Abbiamo assistito a ore e ore di attesa estenuante, durante le quali i consiglieri di maggioranza cercavano affannosamente accordi dell’ultimo minuto con la Giunta su un documento che loro stessi, fino al giorno prima, avevano difeso a spada tratta in commissione e osannato quotidianamente sugli organi di stampa”.
“È un teatrino imbarazzante nei confronti dei veneti” prosegue Manildo. “Mentre la Regione si trova in una situazione di esercizio provvisorio, con moltissimi capitoli di spesa bloccati e servizi essenziali congelati, la maggioranza perde tempo in scontri interni e correzioni tardive. È inaccettabile che un documento presentato come perfetto e blindato fino a poche ore fa, diventi improvvisamente oggetto di maxi-modifiche dell’ultimo minuto tra i banchi del centrodestra”.
“Siamo solo all’inizio di questa legislatura e il segnale che arriva è preoccupante”, conclude il Capogruppo dem. “Giunta e maggioranza dimostrano già un totale smarrimento e una totale disorganizzazione. Non si può giocare sulla pelle dei cittadini e delle imprese con queste sceneggiate: il Veneto merita serietà, non un Consiglio paralizzato dai veti incrociati di chi non riesce nemmeno ad andare d’accordo con i propri assessori”.
Anche Carlo Cunegato, capogruppo di AVS, è intervenuto sull’accaduto: “dovevamo cominciare a discutere i nostri emendamenti. Abbiamo lavorato per settimane per inserire le questioni che riguardano la sanità pubblica, i giovani, il lavoro, l’ambiente, che ci sembravano importanti. Stefani aveva dichiarato, ovviamente, che non avrebbe accettato emendamenti dalla sua maggioranza. Ovvio. La maggioranza che presenta il suo progetto di Regione non dovrebbe criticare o modificare se stessa. Probabilmente Stefani non è ascoltato, o forse seguito, dal suo stesso gruppo politico. Probabilmente ci sono fratture all’interno della stessa destra. Fatto sta che, siccome Stefani non voleva emendamenti, la maggioranza ha presentato degli ordini del giorno, che però non si possono fare. Allora abbiamo aspettato ore perché loro, probabilmente litigando, hanno trasformato gli ordini del giorno in emendamenti. Non si era mai visto nella storia della regione. La maggioranza che emenda se stessa. Uno sdoppiamento della personalità che segnala una frattura nella maggioranza. Un problema politico che diventa un problema psichiatrico. Cominciamo bene”.

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