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REGIONE. CAMANI (PD): ZAIA NON VUOLE APPROVARE IL BILANCIO 2026 PRIMA DELLE ELEZIONI E NEMMENO L’ESERCIZIO PROVVISORIO

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Vanessa Camani, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale e candidata alle elezioni regionali contesta il presidente Zaia e la giunta sul tema del bilancio 2026: “eravamo abituati che, nella retorica della millantata eccellenza, la Giunta approvasse il bilancio di previsione a ferragosto, con tanto di conferenza stampa e foto di rito. Quest’anno, invece, nel dibattito ferragostano sul futuro di Zaia, ci siamo persi il bilancio per il 2026. Ci sono diverse ragioni che spiegano questo cambio di abitudine. La prima, la più seria, riguarda le gravi difficoltà in cui versa il bilancio regionale. Sono troppi i bisogni e sono troppo poche le risorse disponibili. Meglio evitare di mettere nero su bianco, già ad agosto, le cifre del disastro della stagione zaiana. La seconda, più politica, sta nella volontà del Presidente uscente di lasciare il suo successore e la nuova maggioranza senza alcun paracadute, con tutte le difficoltà di bilancio da affrontare, a partire dalla partita fiscale. Tutte tattiche da palazzo, che raccontano di una Amministrazione regionale che dimentica la cosa più importante: i bisogni dei veneti”.
“L’irresponsabilità di fronte ai cittadini si aggrava – aggiunge Camani – se si pensa che, ad oggi, l’orientamento di Zaia sulla data del voto sembra quello di portare il Veneto alle urne addirittura il 23 novembre, condannando così volutamente la Regione all’esercizio provvisorio, e cioè ad una gestione ordinaria dei conti per almeno i primi 4 mesi dell’anno, senza la possibilità di fare investimenti né, tantomeno, di rivedere le politiche fiscali”.
“Non esiste un ‘bilancio provvisorio’ – puntualizza la capogruppo -. Esiste la possibilità di gestire con ordine il bilancio oppure il blocco totale dell’azione amministrativa. Zaia ha deciso di trascinare il Veneto per i prossimi mesi in questo secondo scenario. E sembra aver scelto di non proporre neppure l’esercizio provvisorio ma di trascinare il bilancio regionale nella gestione provvisoria che impedisce qualsiasi tipo di spesa e investimento. È sempre Zaia, dunque, che lascia in eredità a chi verrà dopo di lui non un bilancio provvisorio, espressione inesistente, ma un blocco totale di agibilità. Altro che rispetto per la prossima amministrazione. Questo sembra, al contrario, un vero e proprio dispetto, un avvelenamento del pozzo. E soprattutto una grave forma di irresponsabilità verso la nostra Regione”.

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