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REGIONALI 2025. CUNEGATO (AVS): IL CENTRODESTRA IN VENETO NON SOLO NON HA UN CANDIDATO MA NEANCHE UN PROGRAMMA

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Il consigliere comunale scledense Carlo Cunegato, candidato al Consiglio regionale nella lista Alleanza Verdi e Sinistra, interviene in merito allo stallo e alle tensioni nel centrodestra sulla scelta del candidato presidente alle elezioni regionali del 23 novembre: “tra tre settimane bisogna consegnare le liste per elezioni regionali. E la destra non ha ancora un candidato, non ha un progetto, non ha un programma. Nulla, perché la nostra Regione è solo un tassello di un puzzle più complesso per la coalizione politica, dicono. Ecco quanto conta il futuro dei veneti. Un futuro che evidentemente per loro si può improvvisare e che non verrà deciso in Veneto. Lo decidono Meloni e Salvini. Altro che ‘Veneto ai veneti’, altro che autonomia, altro che ‘Basta Roma Ladrona’. Alla fine, con buona pace dei veneti, la destra veneta non solo, pur essendo al governo da tre anni, non fa l’autonomia che ha promesso, ma è talmente autonomista, che lascia si decida tutto a Roma”.
“Non si tratta solo del candidato – sottolinea Cunegato -, per il quale si doveva aspettare prima l’esito del voto nelle Marche e ora quello delle elezioni in Calabria. La destra non ha un programma e non ce l’avrà, perché queste cose si fanno con un lavoro di un anno, come abbiamo fatto noi, non in 15 giorni. La destra non esprime nessuna idea sul futuro della regione. Nessuna parola sulla privatizzazione della sanità da loro creata, che colpisce al cuore il principio dell’universalità della cura, per cui le persone con redditi bassi non si curano più. Nessuna parola sul crollo da due anni della manifattura veneta, sulla perdita del 16% del potere d’acquisto dei nostri salari, sull’impoverimento dei veneti. Nessuna parola sulla politica del riarmo, voluta dal loro governo che sottrarrà 70 miliardi dai servizi dei cittadini, per spese in armi e difesa. Nessuna parola sul bilancio di 15 anni di governo Zaia per cui il Veneto è precipitato dal 46esimo al 76esimo posto nelle regioni europee per Pil Pro capite, superato l’anno scorso dalla Emilia-Romagna. Nessuna parola sulla emorragia di giovani veneti che fuggono all’estero e nelle altre regioni. Negli ultimi 12 mesi il Veneto è la prima regione per emigrazione in rapporto alla popolazione. Emorragia di giovani è emorragia di futuro. Perché? Siamo la quarta regione per Pil pro capite e la nona per salari. Se non li paghi i giovani se ne vanno”.

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