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REAL VICENZA. MEZZO SECOLO FA IL DEBUTTO IN B CON LA SCONFITTA AD AVELLINO. POI COMINCIA LA CAVALCATA VERSO LA SERIE A

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Ha compiuto vent’anni da tre giorni Paolo Rossi e sicuramente non immagina che quel 26 settembre del 1976 sarà il giorno che cambia la sua vita.
In quella domenica è in calendario la prima giornata del campionato di Serie B 1976-1977 e Paolo debutta, nella trasferta ad Avellino, con la maglia biancorossa numero 9 come centravanti del Lanerossi Vicenza. Da qui parte il meraviglioso percorso che porta lui a vincere la classifica dei marcatori prima in B e, l’anno dopo, in A e la squadra allenata da Giovan Battista Fabbri a conquistare il primo posto fra i Cadetti e, nella stagione successiva, a essere la vicecampione d’Italia centrando il secondo posto in classifica dietro la Juventus ma, honoris causa, il primo per qualità di gioco, spettacolo e innovazione.
Cinquan’anni fa. Già mezzo secolo è passato ma, per chi ha avuto la fortuna di vedere quel Vicenza in campo, anzi il “Real Vicenza” (come lo soprannominò il grande giornalista Giorgio Lago, caposervizio sport e poi direttore del Gazzettino), sono ancora fortissime nel cuore e nei ricordi le emozioni e la felicità che quel fantastico gruppo riusciva a dare. Perfino ai tifosi avversari, tant’è che più di una volta G.B. e i suoi ragazzi sono usciti dal campo fra gli applausi del pubblico della squadra di casa.
Chi ha visto giocare Paolo Rossi e i suoi compagni è rimasto segnato per sempre, nessuna squadra con la maglia biancorossa riuscirà mai, per lui, a eguagliare quel calcio e la immediata simpatia che sapeva generare. Con tutto il rispetto per chi, dopo il triennio 1976-1979 (tanto poco durò la vita del Real), ha portato negli stadi d’Italia il nome di Vicenza, nessuno nel mezzo secolo successivo è arrivato ad avvicinarsi ai ragazzi del presidente Giussi Farina.
Eppure la prima di campionato del 26 settembre 1976 finisce male, perchè il Lane entra nella storia con il piede sbagliato perdendo per 2-0. È una sorpresa perchè, nei 30 giorni precedenti, i biancorossi erano esplosi subito in Coppa Italia, vincendo a pieno punteggio il girone 7, che comprendeva Perugia e Sampdoria (squadre di Serie A) e Cagliari e Modena (in B). Sampdoria-Lanerossi 0-1 (gol di Beppe Lelj), Cagliari-Lanerossi 0-1 (prima firma di Paolo Rossi in gara ufficiale), Lanerossi-Modena 3-1 (Faloppa, Rossi e Marangon) e Lanerossi-Perugia 1-0 (lo stopper Dolci su rigore). Dopo un exploit così, la sconfitta in Irpinia nessuno se l’aspettava.
E dire che i giocatori sono gli stessi della Coppa: Ernestone Galli in porta, Beppe Lelj e Luciano Marangon terzini, rispettivamente a destra e a sinistra dello stopper Valeriano “Valerio” Prestanti, l’elegante e poliedrico libero è Giorgio Carrera detto “Gas”. Il centrocampo ha il suo dominus in Giancarlo Salvi, il più anziano della compagnia, a cui danno supporto due corridori come il mediano Vincenzo Donina e l’uomo-ovunque Roberto “Pippo” Filippi, chiamato anche “Furia”. Ci sono, poi, il grande capitano Renato Faloppa e il creativo della squadra, Franco “Ciro” Cerilli, mancino schierato a destra con il 7 sulle spalle a miracol mostrare. E, infine, Paolo, il prototipo del nuovo centravanti tutto scatto anticipo e mobilità, innovazione di quel genio di Fabbri in un calcio che vuole la punta centrale solo in area di rigore. Nell’elenco dei giocatori anche tre panchinari (allora tanti ne permette il Regolamento): il secondo portiere Michelangelo Sulfaro, Gesualdo Albanese (riserva di Rossi) e Vinicio Verza, come Paolo prestito della Juventus, gran giocatore di fisico e di qualità.
Tutti loro saranno i protagonisti di quel campionato travolgente: 51 punti, 18 vittorie, 15 pareggi e 5 sconfitte, 47 i gol fatti e 29 quelli subiti. Serie A al primo colpo, un sogno per una squadra di provincia, assemblata solo tre mesi prima con quattro soldi (all’epoca Lire) da quel mago del calciomercato che era il presidente Farina e magnificata in quattro e quattr’otto da un allenatore romantico e immaginifico come G.B., il direttore d’orchestra cha mandava in campo i suoi giocatori “a fare musica”.
Per la prima vittoria del Real basta aspettare sette giorni: il 3 ottobre lo Stadio Romeo Menti è la “splendida cornice” del 2-0 rifilato al Varese con le firme di Faloppa e di Paolo, primo gol dei suoi 21 complessivi. Comincia la cavalcata che si conclude il 19 giugno 1977 a Como con l’1-1 (trasformato in 2-0 per il Lane dal Giudice sportivo) che sigilla il primo posto e assegna la promozione al Real Vicenza.
Mezzo secolo fa.
GIANNI POGGI

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