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RAFFAELLA MARCOLINI: LA STORICA PIONIERA DELLE ACCONCIATURE

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Ad Alte Ceccato è una istituzione. 

Dici Parrucchiera e subito viene in mente il nome Raffaella.

Giustamente perché lei, Raffaella Marcolini, ha portato ad Alte l’idea del salone di taglio e acconciatura dei capelli per signore. Lei, come molti, ha contribuito a far crescere la cittadella di Alte Ceccato a partire dal 1952.

“Avevo un anno quando arrivai ad Alte insieme con la famiglia, dai colli veronesi. Mio padre aveva un negozio che vendeva di tutto, un bazar di contrada, e lo lasciò per arrivare ad Alte dove pose le fondamenta della nostra abitazione in via Meucci, a fianco della chiesa. D’altra parte aveva trovato lavoro da Beltrame e vi lavorò a lungo nonostante l’allergia al cemento. Le cose cambiarono quando con i miei fratelli si creò la bottega di oreficeria Ore. Mar.

Mio fratello maggiore aveva lavorato come incisore presso un noto orefice e così ben presto riuscimmo a far partire la nostra attività che arrivò ad avere ben 17 dipendenti, sempre dove sorge la nostra abitazione”.

Il fratello Enrico racconta che il papà fin dal 1949 aveva iniziato a costruire l’abitazione di famiglia: ”Una stanza all’anno e intanto noi bambini si giocava in piazza a piedi scalzi. Imparammo a giocare a baseball grazie agli amici americani. Le nostre basi erano ovunque anche nei cantieri dei nascenti grattacieli”.

Per Raffaella il destino sembrava segnato: avrebbe dovuto lavorare nell’impresa di famiglia se non fosse intervenuto Don Attilio.
“Allora il parroco una volta all’anno passava di casa in casa per la benedizione e in quella occasione disse ai miei genitori che non potevo fare quel lavoro e indicò una nuova strada, diventare parrucchiera. 

Mia madre, la vera decisionista di casa, mi portò a frequentare la scuola di Verona.
Un anno di studio e pratica e avrei avuto la qualifica regionale e soprattutto la possibilità di esercitare la professione e fu così.
Finita la scuola ricordo ancora le sue parole: Putina non te si né goba, né storta, taca e lavora!”.
Il padre le aprì sulla via una stanza dell’abitazione e così partì la sua attività.

Nel giro di tre mesi aveva già una collaboratrice. Mentre per il fratello Enrico il destino è  il Rossi di cui c’era una sede staccata ad Alte e la bottega di famiglia che continua a crescere e viene inserita nel catalogo che la caserma Ederle forniva ai suoi dipendenti per gli acquisti. “C’eravamo noi e Ramonda.” 

Continua Raffaella: “Allora noi parrucchiere eravamo ancora in poche, mentre cresceva la richiesta da parte delle signore di Alte. Nicoletti Adriana aveva la bottega di fronte alla farmacia, mentre Osvalda operava vicino al Pub.

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Non c’erano orari e la richiesta cresceva. Dopo tre mesi nel mio negozio si era in quattro. Si andava dal parrucchiere certo per regolare il taglio o rinnovare il colore dei capelli, ma anche, e soprattutto, per acconciarli in vista di eventi particolari. In primis il matrimonio, ma poi c’erano le serate in discoteca, Capodanno e Carnevale. Ero specializzata nell’acconciare le spose. Al mio attivo almeno 1200 spose di cui conservo le foto, ma la mia passione era il taglio e per questo ho studiato molto e insieme con me anche  un altro fratello, Ivano, che decise di abbandonare i Geometri per dedicarsi all’arte del coiffeur.”

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Lei che fu la prima ad introdurre il rito dell’appuntamento, fiera di essere stata diversamente più cara perché per lei conta prima di tutto la salute del capello oltre che la bellezza dell’acconciatura, ha frequentato corsi presso i più rinomati parrucchieri a Parigi, Londra e Roma, come Bruno, Vidal Sassoon, Trevor Sorbie. 

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“Non si può non aggiornarsi, proporre novità, per rendere speciali i nostri clienti. Ma soprattutto puntavo molto sulla qualità dei prodotti che usavo, rigorosamente tutti naturali. Certo, costavo un po’ di più, ma nel rispetto del cliente.”

La concorrenza era tanta, ma la clientela cresceva. Da veri imprenditori Raffaella e il fratello aprirono un negozio a San Martino di Castrozza, dove si trasferiva una parte della bottega in estate.

Quando il fratello lasciò la fortunata collaborazione, Raffaella con il figlio Mauro aprì nuovi negozi a Peschiera e ad Albarella, sempre durante il periodo estivo.

Dopo 10 anni di collaborazione, il figlio lascia e così Raffaella si affida ai suoi collaboratori di fiducia ai quali cede la gestione del suo atelier, anche quando decide di andare in pensione.

Chi più di questa signora che nei modi e nei toni, ancora oggi, mostra tutta la determinazione che ha segnato la sua vita e la sua impresa, può dunque raccontare Alte Ceccato?

“La piazza era tutto, non avevamo bisogno di andare a Vicenza, qui avevamo quanto serviva per divertirci quando eravamo giovani. Penso al CIA, un luogo dove si organizzavano momenti di svago, musica, ballo, vere feste. Ogni giovedì sera si andava al BOOM, ma a mezzanotte eravamo già tutti a casa. E poi ancora i genitori ci accompagnavano”.

Il Pub era un luogo diverso più raffinato, adatto per le dimostrazioni e le sfilate. Qui Raffaella collaborava nell’acconciare le modelle che sfilavano negli abiti delle boutique che promuovevano i loro abiti.

“Comunque io e Annamaria Visonà, l’estetista, abbiamo organizzato una serata al Boom gratuita per ringraziare le nostre clienti!  Nella Alte degli anni Ottanta i giovani si incontravano in luoghi fissi. Pizzeria Messico, Pasticceria Veronese, il Charlie di fronte alla scuola media. Bei tempi, segnati però da qualche retata della polizia anti droga con Don Domenico Quattrin che cercava di aiutare quei poveri giovani”.

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