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PROGETTO SILVA. PRESENTATA LA PETIZIONE EUROPEA CONTRO IL NUOVO IMPIANTO. DENUNCIATE VIOLAZIONI DI NORMATIVE UE

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Comunicato stampa del Comitato Tuteliamo la Salute

Il 14 agosto il Comitato Tuteliamo la Salute ha ufficialmente caricato sul portale della Commissione Europea la propria petizione. Si tratta di un dettagliato documento che illustra e approfondisce le criticità del progetto presentato da Silva Srl, evidenziando delle probabili violazioni delle normative europee vigenti. 
Gli uffici della Commissione per le petizioni del Parlamento europeo stanno ora valutando tecnicamente la petizione presentata, prendendone in considerazione l’ammissibilità. Dopo aver eventualmente superato il primo step, la Commissione decide quali petizioni discutere nel mese successivo e, dunque, se e quando calendarizzare la petizione. Affinché essa possa poi giungere in discussione all’Europarlamento, deve esserci una condivisione di numerose forze politiche che consentano alla petizione di avere buon fine.
Il Comitato ha rilevato numerose normative europee che verrebbero violate se venisse costruito l’impianto. In particolare non verrebbe rispettata la direttiva Quadro per l’Azione Comunitaria in materia di acque, oltre ad altre direttive concernenti: la qualità delle acque destinate al consumo umano, la protezione delle acque sotterranee dall’inquinamento e dal deterioramento, la conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, la qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa, la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati.
Sono stati richiamati anche l’ottavo programma generale di azione dell’Unione per l’ambiente fino al 2030 e la procedura di infrazione avviata il 22 ottobre 2015 nei confronti dell’Italia, accusata di aver omesso di fissare obiettivi dettagliati di conservazione (specifici per ogni sito) e di stabilire le necessarie misure di conservazione di habitat naturali. Nella petizione sono stati poi richiamati i principi di precauzione e dell’azione preventiva, fondativi della Politica UE in materia ambientale.
Il documento presentato si conclude richiamando l’essenza del messaggio di cui il Comitato si sta facendo portavoce da ormai otto mesi: “Tale ampliamento porterebbe ingenti guadagni a pochi privati, ma danni alla qualità della vita, al territorio, alla salute di migliaia di persone, per molti decenni a venire”. Il testo completo della petizione è consultabile nel blog del Comitato (https://comitatot44.blogspot.com/p/petizione-europea.html) e a breve anche sul portale della Commissione per le petizioni del Parlamento europeo.

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