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PROGETTO SILVA. L’ALLARME DELL’UNESCO: NESSUNA VALUTAZIONE SU VILLA FORNI CERATO. VICENZA POTREBBE ESSERE ESCLUSA DAL PATRIMONIO MONDIALE

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Anche dall’UNESCO arriva una presa di posizione negativa sul progetto Silva. Questo progetto prevede la realizzazione di una piattaforma multifunzionale per il Trattamento di rifiuti pericolosi e non e per la produzione di materie prime e “End of Waste” per le fonderie, ubicata nel Comune di Montecchio Precalcino. È promosso dalla società Ecoeridania, leader italiano nel trattamento dei rifiuti sanitari, che ha acquistato, tramite la sua affiliata Silva Srl, la proprietà di Montecchio Precalcino da Safond Martini. 
L’ubicazione del sito industriale interessa la palladiana Villa Forni Cerato, a proposito della quale il progetto non dà valutazioni. 
L’ufficio UNESCO della città di Vicenza è tornato a scrivere alla Provincia, denunciando come nella documentazione di Silva “non emergono valutazioni in merito all’assenza di possibili impatti sull’Eccezionale Valore Universale (OUV) del Sito del Patrimonio”. “È necessario pertanto che la procedura di VIA sia integrata al fine di accertarne l’assenza sia dal punto di vista ambientale sia paesaggistica, con particolare riferimento alla componente di Villa Forni Cerato”, prosegue la nota dell’UNESCO. 
Il site manager Riccardo D’Amato prosegue ricordando che “il Sito del Patrimonio Mondiale Città di Vicenza e le Ville del Palladio nel Veneto è stato attenzionato ed è sottoposto a procedura di monitoraggio da parte dell’UNESCO proprio per i potenziali impatti sul bene di piani e progetti che, nel corso degli anni, sono stati previsti sia per la componente del centro storico di Vicenza che per altre Ville che fanno parte del Sito”. Per la terza volta negli ultimi mesi l’Ufficio UNESCO lancia l’allarme alla Provincia di Vicenza su una possibile esclusione di Vicenza dal Patrimonio UNESCO: “Si rammenta altresì che qualsiasi problematica inerente una sola delle componenti che costituiscono il Sito seriale, può compromettere lo stato di conservazione di tutto il bene e metterne a rischio la permanenza nella Lista del Patrimonio Mondiale”.  Infine vengono citate le linee guida operative che prevedono che le valutazioni di impatto ambientali devono “individuare alternative di sviluppo, nonché potenziali impatti positivi e negativi sull’eccezionale valore universale della proprietà e raccomandare misure di mitigazione contro il degrado o altri impatti negativi sul patrimonio culturale o naturale all’interno della proprietà o del suo contesto più ampio”.

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