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PROGETTO SILVA. LA UE CHIEDE INFORMAZIONI ALL’ITALIA. IL 13 LA CONFERENZA DEI SERVIZI CHE DECIDERÀ SULLA AUTORIZZAZIONE

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Il 13 marzo la Conferenza dei Servizi, composta da 13 enti, prenderà una decisione sull’iter autorizzativo del progetto Silva.
Intanto è arrivata al Comitato Tuteliamo la Salute una lettera del presidente della Commissione Petizioni Bogdan Rzońca: “la Commissione per le petizioni ha deciso di trasmettere la sua petizione (presentata alla Commissione dal Comitato ndr) alle autorità nazionali competenti e di inviare loro una lettera con una richiesta di chiarimenti sugli aspetti sollevati durante la discussione”.
“La Commissione per le petizioni ha deciso di chiedere alla Commissione europea ulteriori informazioni aggiornate sui vari aspetti della questione”, prosegue Rzońca che conclude: “una volta ricevute le informazioni richieste, la commissione per le petizioni proseguirà l’esame del Suo fascicolo”.
Sempre con riferimento alla riunione della Conferenza dei Servizi, i Consiglieri provinciali del Gruppo Vicenza in Comune Mattia Pilan, Marco Guzzonato, Carlo Gecchelin, Enrico Storti, Roberto Campagnolo
e Massimo Zulian hanno pubblicato un comunicato: “in questi giorni abbiamo assistito alla presa di posizione di Assofond, l’associazione di Confindustria che rappresenta le fonderie italiane, a favore del progetto industriale di ampliamento presentato da Silva, in aperto contrasto con i dubbi e le critiche avanzati in questi mesi da Comitati di cittadini, associazioni ecologiste, rappresentanti Istituzionali di vario livello, e persino la Commissione Europea, giustamente preoccupati dalle ricadute ambientali di un simile progetto in un’area che insiste su un bacino acquifero fondamentale e su una falda freatica vicinissima alla superficie che alimenta non solo il territorio locale, ma garantisce l’acqua potabile per migliaia di abitanti dei comuni padovani. In questo contesto nessuno mette in discussione il ruolo delle fonderie nella manifattura veneta e dell’economia circolare, ma dopo il disastro Miteni e i 3 milioni di metri cubi di materiale contaminato da Pfas spostati dai cantieri della Pedemontana in 28 siti del vicentino, riteniamo che vada sempre applicato con attenzione il principio di precauzione a tutela dei cittadini veneti di un’area già martoriata dall’inquinamento. Ricordiamo che da parte dell’Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali Il 13 febbraio scorso è stata richiesta formalmente la sospensione dell’iter autorizzativo perché potrebbe interferire con le aree di salvaguardia delle opere di captazione destinate al consumo umano nei Comuni di Dueville e Villaverla, zone che potrebbero subire ripercussioni dall’impianto Silva, e che l’ULSS 7 Pedemontana ha espresso parere negativo dichiarando il progetto ‘non compatibile’ con il sito, così come hanno fatto Viacqua e Acegas. Abbiamo tuttavia appreso dai media nei giorni scorsi che la Provincia di Vicenza ha confermato la data della Conferenza dei Servizi del 13 marzo. A tale proposito, ricordiamo che nell’ultima conferenza stampa tenutasi in Provincia sulla questione, il Sindaco di Montecchio Precalcino aveva espresso forti dubbi sull’opportunità di prendere una decisione prima dell’approvazione delle aree di salvaguardia da parte della Regione, per le interferenze che tali aree potrebbero subire dall’impianto Silva. Riteniamo quindi fondamentale che venerdì prossimo la Conferenza dei Servizi dica un no definitivo al progetto, o al massimo rinvii la discussione finale a quando le zone di salvaguardia verranno approvate, come chiesto dall’Autorità di bacino. Questo alla luce dei pareri negativi già espressi dagli Enti preposti, e per la tutela delle preziose risorse idriche dell’area e della salute dei cittadini”.

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