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PROGETTO SILVA. LA PROVINCIA SPIEGA IL NO DELLA CONFERENZA DEI SERVIZI. I COMMENTI DEL COMITATO E DEI POLITICI

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La Provincia di Vicenza ha confermato con un comunicato la notizia anticipata dal nostro giornale stamattina (https://ilpunto.news/progetto-silva-la-conferenza-dei-servizi-boccia-il-progetto-silva/) del no pronunciato dalla Conferenza dei Servizi al Progetto Silva.
“Non vi sono gli elementi – inizia il comunicato della Provincia – per procedere all’approvazione del progetto”: con queste parole la Conferenza dei Servizi ha respinto la richiesta di Silva Srl di realizzare una piattaforma multifunzionale per il recupero di rifiuti sanitari e per la produzione di End of Waste per fonderie nell’area ex Safond a Montecchio Precalcino. Una decisione su cui hanno pesato i pareri negativi del Comune di Montecchio Precalcino, della Ulss 7 Pedemontana e dell’Autorità di Bacino distrettuale delle Alpi Orientali. Questi ultimi pareri, in particolare, erano stati stimolati dalla Provincia proprio alla luce del procedimento regionale relativo all’individuazione delle aree di salvaguardia delle acque. La Ulss 7 ha espresso parere negativo richiamando la tipologia del progetto rispetto al contesto, con la necessità quindi di tutelare la salute pubblica e la falda idrica sottostante. Supportato dalle valutazioni sanitarie dell’Ulss, il Comune di Montecchio Precalcino ha confermato la propria ferma opposizione. La Provincia, aggiornando i presenti sulla procedura relativa alle aree di salvaguardia, ha evidenziato la non opportunità di assentire a varianti urbanistiche in aree potenzialmente soggette a futuri vincoli di tutela. La seduta si è sciolta alle ore 10:30 dopo aver preso atto dei pareri negativi. La procedura autorizzativa si chiuderà con il provvedimento della Provincia, che non potrà che prendere atto della decisione di questa mattina”.
Il Comitato Tuteliamo la salute, che ha dall’inizio guidato la opposizione al progetto, ha commentato: “è un risultato storico che premia l’impegno competente, consapevole e tenace di cittadinanza attiva e uomini di scienza. La convergenza tra gli interessi pubblici della comunità vicentina e quella padovana ha prevalso sugli interessi di pochi. Il progetto presentato dalla multinazionale Ecoeridania si è rivelato essere irragionevole, incauto, sproporzionato e non compatibile con il territorio su cui sarebbe andato ad insistere. Non compatibile neppure con una comunità che coltiva amore e gratitudine nei confronti della sua terra”.
“Non avremmo lasciato passare questo progetto se fosse andato avanti – ha dichiarato Cristina Guarda, eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra -, ma siamo davvero profondamente felici che almeno l’Azienda Unità Locale Socio-Sanitaria sia intervenuta per ricordare come la prevenzione sia motivazione sostanziale per fermare progetti che mettono a rischio la falda e la salute della comunità locale”.
Sulla notizia è intervenuto anche il capogruppo AVS in Consiglio regionale Carlo Cunegato: “Evviva. Cosa ci insegna questa storia? Lottare serve. Non è vero che è sempre tutto uguale, che impegnarsi in politica è ininfluente. Nel nostro paese le grandi lotte degli anni Sessanta e Settanta ci hanno regalato il sistema sanitario nazionale, salari più dignitosi, una scuola pubblica più inclusiva. Trent’anni di apatia politica e di passività ci stanno facendo perdere tutto: una sanità sempre più privata, salari sempre più fragili, una scuola sempre più incapace di creare mobilità sociale. Evviva quindi al Comitato Tuteliamo la Salute, da cui tutto è partito: persone tenaci, capaci e intelligenti. Evviva, nel nostro piccolo, anche a noi, che con mozioni e interrogazioni abbiamo sostenuto la causa in Regione e nella stampa. Una bella vittoria collettiva”.
La consigliera regionali del Partito Democratico Chiara Luisetto, prima firmataria della mozione recentemente approvata in Consiglio, ha così commentato il no: “questo passo in avanti segue e rafforza quanto già stabilito all’unanimità dal Consiglio regionale del Veneto. Con quel voto abbiamo blindato la volontà trasversale di salvaguardia per le zone in cui sono collocati i pozzi a uso potabile. La decisione tecnica della Conferenza conferma che le nostre preoccupazioni erano fondate”.
Il gruppo consiliare provinciale Vicenza in Comune ha sottolineato: “abbiamo sostenuto dall’inizio di questa vicenda, segnalando l’incompatibilità del progetto con la salvaguardia delle risorse e prerogative ambientali di quei territori, chiedendo in diverse occasioni al Presidente Nardin di esporsi facendo altrettanto. Come noto il Presidente ha preferito evitare di esporsi, sostenendo che la questione riguardava unicamente procedure e passaggi tecnici. L’impegno e la costanza delle cittadine e dei cittadini, delle associazioni e degli enti locali coinvolti, invece, sono stati premiati”.
GIANNI POGGI
Nella foto: il Comitato Tuteliamo la salute con il consigliere regionale Antonio Dalla Pozza e quello provinciale Mattia Pilan

 

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