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PROGETTO SILVA. LA PETIZIONE DEL COMITATO TUTELIAMO LA SALUTE AMMESSA ALLA VALUTAZIONE DELLA COMMISSIONE UE

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In una conferenza stampa presso la sua sede di rappresentanza vicentina, la vicepresidente della
Commissione Europea per le Petizioni Cristina Guarda ha annunciato che la Commissione Petizioni ha giudicato ammissibile la petizione presentata dal Comitato Tuteliamo la salute contro il progetto dell’impianto di rifiuti pericolosi, anche sanitari infettivi, proposto da Silva Srl, del gruppo Ecoeridania, che dovrebbe insediarsi in un’area nel territorio comunale di Montecchio Precalcino sotto cui insiste la più importante falda acquifera del Veneto.
All’incontro (foto di Gianni Poggi) erano presenti Rossella Maccà del Comitato, il consigliere regionale di AVS Carlo Cunegato e il presidente del consiglio comunale di Vicenza Massimiliano Zaramella.
La Commissione europea condurrà una indagine preliminare sulla questione e ha anche trasmesso la petizione per informazione alla Commissione per l’ambiente, il clima e la sicurezza alimentare del Parlamento europeo.
La UE si dovrà esprimere sulla richiesta che avanzato dal Comitato, verificando se il progetto Silva violi le normative europee e, in particolare, la direttiva Quadro per l’azione comunitaria in materia di acque, oltre ad altre direttive concernenti la qualità delle acque destinate al consumo umano, quali la conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e la protezione delle acque sotterranee dall’inquinamento e dal deterioramento, la qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa, la conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati.
La data della discussione non è ancora stata individuata e sicuramente una rappresentanza del Comitato Tuteliamo la Salute sarà chiamata a Bruxelles per presentare il contenuto della petizione sul progetto Silva. Dopodiché ci sarà una discussione con i rappresentanti dei vari gruppi politici europei e un voto. Se questo sarà a favore della richiesta avanzata dal Comitato, la petizione verrà presa in carico da una Commissione Europea competente sulla tematica, Commissione che potrà decidere se procedere con
procedure di infrazione verso l’Italia.
Attualmente ricordiamo come sia già in atto una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia, avviata nel 2015, che denuncia come il nostro Paese, sin da allora, si trovi nella condizione di aver omesso, in modo generale e persistente, di fissare obiettivi dettagliati di conservazione specifici per sito e di stabilire le necessarie misure di conservazione corrispondenti alle esigenze ecologiche dei tipi di habitat naturali.


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