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PROGETTO SILVA. ECOERIDANIA: AMBIENTE E SALUTE PIÙ TUTELATI. INVESTIMENTO DA 30 MILIONI PER METTERE IN SICUREZZA UNA ATTIVITÀ STORICA

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Il progetto di sviluppo dello stabilimento Silva a Montecchio Precalcino rappresenta un intervento industriale e ambientale che punta a rafforzare la sicurezza, migliorare la gestione dei rifiuti sanitari e consolidare un’attività presente sul territorio da oltre quarant’anni. Lo ribadisce l’azienda, controllata dal gruppo EcoEridania, intervenendo sul dibattito pubblico in corso e rilanciando quanto dichiarato dall’amministratore delegato Giorgio Damonte in un’intervista.
“Con il nostro progetto – ha spiegato Damonte – ambiente e salute sono tutelati. Anzi, lo sono ancora più che in passato: lo stabilimento esiste da quarant’anni e noi stiamo mettendo in sicurezza e modernizzando ulteriormente un’attività già presente sul territorio”.
Il piano di sviluppo prevede un investimento complessivo di circa 30 milioni di euro e ha l’obiettivo di rafforzare la gestione industriale del sito attraverso nuove tecnologie e standard ambientali più avanzati.
Tra gli interventi principali è prevista la messa in sicurezza delle aree che in passato hanno ospitato attività industriali, con il trattamento dei terreni contaminati e il recupero delle parti riutilizzabili. I residui non recuperabili verranno invece avviati a smaltimento secondo le normative vigenti.
Il progetto include inoltre l’ammodernamento delle linee di trattamento delle sabbie provenienti dalle fonderie, con l’introduzione di impianti più tecnologici che consentiranno di recuperare materiali oggi destinati allo smaltimento, riducendo il ricorso a sabbie vergini e contribuendo a un modello di economia circolare.
Una seconda linea riguarda la gestione dei rifiuti sanitari, un servizio essenziale per il sistema sanitario regionale e nazionale. L’impianto prevede processi di sterilizzazione controllata e la possibilità di recupero energetico nei cicli industriali interni, riducendo ulteriormente l’impatto ambientale complessivo.
L’azienda sottolinea inoltre che l’impianto non produce scarichi liquidi industriali e che le acque vengono raccolte e trattate in sistemi di contenimento impermeabilizzati, senza alcun rischio per la falda.
“Non ci saranno rischi: abbiamo a cuore i nostri lavoratori, la cittadinanza e il territorio”, ha aggiunto Damonte, ricordando come il progetto sia stato sviluppato nel pieno rispetto delle normative ambientali e delle procedure autorizzative.
Secondo l’azienda, l’intervento consentirà non solo di aumentare gli standard di sicurezza ambientale del sito, ma anche di migliorare l’efficienza logistica e ridurre i trasporti su lunga distanza oggi necessari per il trattamento di alcuni materiali. Il progetto sarà ora oggetto delle valutazioni tecniche previste dalle procedure autorizzative, mentre l’azienda ribadisce la propria disponibilità al confronto con istituzioni e comunità locali.
“L’obiettivo – conclude Damonte – è coniugare sviluppo industriale, tutela ambientale e servizi essenziali per il sistema sanitario, garantendo al territorio un impianto più sicuro, più moderno e pienamente controllato”.

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