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PROCESSO MITENI. LUISETTO DALLA POZZA E GIACOMIN (PD) CONTESTANO I GIUDICI SULLA NON PROVATA CORRELAZIONE FRA MALATTIE E PFAS

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La sentenza del processo Miteni, depositata il 17 dicembre, ha fra l’altro puntualizzato che non si può ritenere provata con sufficiente certezza la correlazione tra le patologie documentate dalle parti civili e l’esposizione alle sostanze perfluoroalchiliche.
La conclusione dei giudici non trova d’accordo il Partito Democratico, che interviene con il segretario provinciale Davide Giacomin e i consiglieri regionali Chiara Luisetto e Antonio ADalla Pozza: «IARC e studi scientifici confermano i rischi e la correlazione tra contaminazione da PFAS e numerose patologie, si dia priorità a salute, bonifiche e principio di precauzione».
«La difficoltà in sede penale – precisa Luisetto – di dimostrare il nesso causale individuale tra esposizione ai PFAS e singole patologie non può e non deve in alcun modo mettere in discussione la pericolosità dei PFAS, confermata dalla vastissima letteratura scientifica internazionale di cui disponiamo. È l’impegno politico a dover essere massimo: per una legge nazionale che metta al bando queste sostanze, per una azione regionale che avvii finalmente uno studio epidemiologico ampio e serio, per una bonifica del sito. Azioni che rendono patrimonio comune, oltre le sentenze, che i PFAS fanno ammalare e che non c’è più tempo per attese o incertezze. Si deve agire dal livello europeo a quello regionale per mettere progressivamente al bando queste sostanze».
«L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, organismo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità – aggiunge Dalla Pozza – ha classificato alcune sostanze PFAS, come il PFOA, come certamente cancerogene per l’uomo. Gli studi più recenti rafforzano le evidenze su effetti gravi e persistenti: tumori, interferenze endocrine, danni al sistema immunitario e riproduttivo. Davanti a questi dati, la politica ha il dovere di applicare il principio di precauzione, non di nascondersi dietro i limiti di una sentenza penale».
«Questa vicenda – conclude Giacomin – dimostra che non basta limitarsi a contenere il problema. I PFAS vanno neutralizzati. Serve un grande piano pubblico di bonifica e innovazione che tenga insieme tutela della salute, riconversione industriale e lavoro. È tempo di costruire una nuova alleanza tra ambiente e lavoro, perché la difesa dell’occupazione non può avvenire a scapito della salute delle persone e dei territori».

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