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POLITICA. FINE DELLE FERIE: ELEZIONI REGIONALI ORA IN PRIMO PIANO. A VICENZA È IL MOMENTO DI UN RILANCIO NELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

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Superato lo spartiacque del Ferragosto, si torna a fare sul serio. La vita politica regionale e quella vicentina sono chiamate a un autunno impegnativo, le scadenze e le contingenze non consentono ulteriori dilazioni e i cittadini aspettano risposte a breve termine.
Lo scenario regionale è occupato dalle elezioni per il rinnovo del Consiglio e per la scelta del presidente e dalla nomina degli assessori. Il quadro è in buona parte fermo da un mese: la data delle urne non è ancora stata fissata e la coalizione di maggioranza è in stallo sulla spettanza del candidato presidente a uno dei tre partiti che a Roma sono al Governo. La campagna elettorale del Centrodestra non si è potuta quindi avviare, almeno in modo ufficiale, perchè in realtà alcuni aspiranti candidati consiglieri sono già partiti in quarta con la autopromozione.
Il nodo centrale del problema è la diatriba instaurata da Lega e Fratelli d’Italia sulla pretesa di esprimere il nome del futuro governatore e Forza Italia, se pur sommessamente, non ha rinunciato a dire: veramente ci siamo anche noi. La scelta comunicativa è stata di marginalizzare la questione relegandone la soluzione a un summit dei leader a Roma, ma la prospettiva è ben diversa perchè è influenzata localmente da situazioni di potere irrinunciabili, da strategie elettorali, da destini individuali e partitici, da scelte economiche e finanziarie. E non si deve dimenticare che la triade di maggioranza inquadra il futuro politico del Veneto in un contesto interregionale che coinvolge le altre cinque regioni chiamate in autunno al voto e si prolunga fino a quello in Lombardia del 2026.
Altro che rapida decisione in un vertice nella capitale, dunque. Ce ne sono stati almeno tre e non hanno risolto nulla. È così arrivata la classica soluzione all’italiana, la moratoria, e si è rinviato addirittura a settembre il caso Veneto. Chissà che le interposte ferie, è l’auspicio dei contendenti, smorzino le velleità e portino acquiescenza.
Almeno l’altra coalizione, il campo largo di Centrosinistra, si è mossa tempestivamente e ha concordato la nomination di Giovanni Manildo per il dopo Zaia. Ma l’avvocato ed ex sindaco di Treviso dovrà ora lavorare duro per aumentare la propria popolarità, all’inizio territorialmente circoscritta alla Marca, e per far conoscere il proprio programma elettorale. Che dovrà necessariamente essere forte e innovativo per convincere non tanto i veneti di destra quanto gli astensionisti di area progressista e i vedovi di Zaia che sceglievano il Doge per simpatia.
Ci aspetta, dunque, una campagna elettorale movimentata e non si può nemmeno escludere il fuoco amico nella maggioranza uscente, che avrà il suo bel da fare per recuperare il tempo perso e per cancellare la evidenza di una rivalità interna che nemmeno i leader nazionali sono riusciti ancora a sedare.
Le Regionali 2025 avranno ovviamente anche un risvolto vicentino, ancora nell’area di Centrodestra, in cui i prevedibili risultati elettorali porteranno nuovi equilibri e, soprattutto, una ridistribuzione dei seggi a Palazzo Ferro Fini. Meno consiglieri alla Lega, insomma, e più a Fratelli e a Forza Italia. Nell’altro campo il PD ha già indicato nomi noti e rodati, potrebbe esserci qualche sorpresa da AVS, perchè le lotte in corso in tema ambientale potrebbero fare da catalizzatore di voti.
L’amministrazione comunale di Vicenza è già entrata nel terzo anno di attività e il midterm del mandato di Possamai potrebbe essere l’occasione per una riverniciata della Giunta. Gli assessori e il sindaco hanno fatto a ridosso di Ferragosto il bilancio del proprio lavoro biennale e, se risultati indubbiamente ci sono stati, per il futuro si può e si deve puntare a qualcosa di più. Non c’è più la scusa della Giunta giovane perchè ora l’esperienza c’è e, se uno è bravo, la data di nascita sulla carta d’identità non conta.
C’è un tema prioritario su cui ci si deve impegnare e tanto: la sicurezza. Vicenza è obbiettivamente peggiorata sotto questo profilo e, pur rimanendo sotto la media nazionale per reati commessi, la percezione negativa dei cittadini è in aumento, alimentata anche dalla narrazione che ne fanno i più diffusi media locali e l’opposizione.
È ora che il Sindaco prenda una posizione forte, da un lato pretendendo dallo Stato risorse e iniziative adeguate, dall’altro potenziando l’azione con le forze comunali, ovviamente nei limiti di investimento e giurisdizionali del Comune. Possamai non deve diventare il Gentilini di Vicenza ma deve dare risposte concrete ai cittadini, che sono sì piuttosto lagnosi ma non hanno tutti i torti perchè degrado, microcriminalità, spaccio e consumo di droga, perdita di valore del patrimonio immobiliare e limiti alla vivibilità sono reali.
Tutte le forze partitiche e civiche che hanno vinto le elezioni nel 2023 devono ora fare quadrato e supportare con forza e rigore l’azione della amministrazione, che si gioca sulla sicurezza la propria popolarità e il proprio consenso.
GIANNI POGGI

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