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PFAS. GUARDA: BENE IL MONITORAGGIO DELLA REGIONE SUGLI AGROALIMENTARI MA NON BASTA

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L’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra Cristina Guarda ha pubblicato una nota dopo che la Regione Veneto ha reso noti i risultati del Piano di sorveglianza dei PFAS nei prodotti agroalimentari provenienti dalle aree interessate dalla contaminazione (https://ilpunto.news/regione-piano-di-sorveglianza-dei-pfas-nei-prodotti-agroalimentari-generale-diminuzione-dei-livelli-di-contaminazione/).
“Monitorare la presenza di PFAS – commenta Guarda – nei prodotti di origine animale è necessario, e va bene che Regione, Istituto Superiore di Sanità, Istituto Zooprofilattico delle Venezie, Arpa Veneto e Aziende Ulss lo facciano insieme. Ma il monitoraggio da solo non basta, la competenza veneta non può si può preoccupare solo degli alimenti regolamentati a livello europeo, deve dare risposte a ogni tipo di coltivazione – compresi i vegatali – grazie ad investimenti veri nella ricerca a servizio degli agricoltori. “Sappiamo dal 2017 – spiega l’europarlamentare – che i vegetali sono contaminati e superano i valori di sicurezza di EFSA. Basterebbe confrontare le analisi sui vegetali, uova, carne e pesce del 2017 con gli ultimi valori di sicurezza indicati da EFSA nel 2018 e nel 2020. Per questo serve una ricerca vera: non basta monitorare, serve salvare il settore agricolo e i nostri agricoltori. Non è un caso che sia l’Università di Padova, con risorse proprie e alleandosi con ricercatori internazionali, a portare avanti la ricerca su questo tema. La Regione continua a disinteressarsi del finanziamento alla ricerca in una delle aree più contaminate d’Europa, mentre prova a minimizzare e a spostare altrove la responsabilità del problema”.
“Zaia in tredici anni di governo – conclude Guarda – non ha protetto il Prosecco né le coltivazioni locali dalla contaminazione. Ha semplicemente scaricato il problema sul suo successore, senza avere mai messo in campo una vera strategia di prevenzione e riparazione. Iniziamo da interventi concreti: perché non partiamo dal bandire i fitosanitari contenenti Pfas? Chiediamo che vengano approvati in bilancio emendamenti sulla falsariga di quelli che ho presentato nelle due passate legislature, e che le destre hanno sistematicamente respinto: fondi per la ricerca e per l’assistenza agli agricoltori. Non ci interessa solo restare nei limiti fissati dai regolamenti europei, il che è tutto da provare, visto che il numero dei campioni è probabilmente troppo basso per stabilirlo. Vogliamo dare agli agricoltori veneti gli strumenti e le strategie per non essere danneggiati né dal sito ex Miteni né dalle emissioni di PFAS”.

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