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PFAS. COLOMBARA PRESENTA UNA INTERROGAZIONE ALL’ASSESSORE BALDINATO SULL’INQUINAMENTO DELLA PRIMA FALDA IN CITTÀ

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Il consigliere comunale Raffaele Colombara (Per una Grande Vicenza, nella foto) ha presentato una interrogazione all’assessore all’Ambiente del Comune Sara Baldinato chiedendo trasparenza sull’inquinamento (anche da PFAS) della prima falda cittadina emerso delle indagini preliminari ai lavori per l’attraversamento TAV di Vicenza e alla trasformazione della stazione ferroviaria, pubblicato dal Corriere del Veneto.
“Il monitoraggio della falda superficiale – scrive Colombara – ha rilevato un ampio spettro di agenti inquinanti, tra cui sei diversi composti PFAS, inclusi PFOA e GenX. Tali dati confermano la presenza di contaminazione da PFAS anche nella prima falda della città, circostanza da tempo sospettata, ma ora provata; la Conferenza dei Servizi ha disposto che l’acqua prelevata nei cantieri sia trattata con impianti specifici prima della reimmissione, con investimenti dichiarati da IricavDue pari a 1,5 milioni di euro per ciascun impianto, anche per ridurre i livelli di PFAS; la gestione della vicenda è stata definita “verticistica” dalla stampa, senza un adeguato coinvolgimento dell’Assessorato all’Ambiente e senza un’informazione chiara alla cittadinanza”.
“L’Associazione Medici per l’Ambiente (ISDE) – ricorda il consigliere – ha recentemente evidenziato ulteriori gravi criticità legate ai cantieri TAV: l’aumento della concentrazione di polveri sottili (PM10 stimato +10 µg/m³ rispetto alla media giornaliera attuale) e l’assenza di stime sulle PM2.5, particolarmente pericolose per la salute poiché in grado di penetrare nel flusso sanguigno; l’aumento delle temperature e le ricadute sanitarie collegate (mortalità per ondate di calore, malattie cardiovascolari e respiratorie, diffusione di virus); l’utilizzo stimato di 55.600 litri di acqua potabile al giorno e 30.100 litri di acqua non potabile per usi industriali, senza chiarezza su fonti di approvvigionamento e scarichi, con parte del cantiere insistente su aree con acqua contaminata da PFAS”.
Colombara chiede all’assessore all’Ambiente: se sia stato informato in via ufficiale di questi risultati e se tali dati, sia sulle concentrazioni di PFAS sia sugli altri inquinanti rilevati nella falda in area stazione, siano stati pubblicati integralmente sull’albo pretorio o resi disponibili ai cittadini; quali siano le concentrazioni esatte rilevate per i diversi PFAS e per gli altri inquinanti chimici presenti nella prima falda della città, e se vi siano dati anche per altre aree urbane; quali azioni intenda mettere in campo l’amministrazione, anche in coordinamento con ARPAV, Viacqua, Provincia e IricavDue, per affrontare questa nuova evidenza di contaminazione; quale attività abbia svolto finora l’Osservatorio Ambientale e se sia stato coinvolto in questa vicenda; se, alla luce dei dati e delle preoccupazioni espresse da ISDE, l’amministrazione intenda richiedere un monitoraggio completo anche delle PM2.5 e degli impatti cumulativi sulla salute derivanti da inquinamento dell’aria, dell’acqua e da aumento delle temperature; quali misure intenda adottare per garantire il controllo delle fonti e la sicurezza dello smaltimento delle acque di cantiere, considerando la presenza accertata di PFAS; se siano previste azioni straordinarie di informazione e prevenzione sanitaria per i cittadini residenti nelle aree limitrofe ai cantieri; se, anche alla luce delle condanne inflitte nel processo Miteni, l’amministrazione intenda attivarsi con ogni mezzo politico e legale per garantire la tutela della salute pubblica e dell’ambiente, ribadendo con forza la necessità — come da sempre ci battiamo — che venga fissato per legge il limite zero per tutti i PFAS.

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