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PEDEMONTANA. 12 INDAGATI PER INQUINAMENTO AMBIENTALE DA PFAS E OMESSA BONIFICA. I COMMENTI DI CAMANI E LUISETTO (PD)

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Si sono concluse le indagini della Procura di Vicenza su dirigenti e tecnici della SIS e della Società Pedemontana Veneta: sono dodici i soggetti indagati per inquinamento ambientale e omessa bonifica. L’avviso è stato notificato a amministratori, a responsabili tecnici e a direttori di cantiere. 
“La notizia dell’indagine su 12 persone – dichiara Vanessa Camani, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale – conferma quanto denunciamo da tempo: le gallerie di Malo e Sant’Urbano presentano criticità gravi, note da anni, rispetto alle quali la Regione non ha mai voluto fare piena chiarezza. Bene che la Procura faccia il suo lavoro, ma dov’è la politica? Dov’è la responsabilità di chi avrebbe dovuto vigilare? Con atti e interrogazioni in Consiglio regionale, tra tutti la mozione del 23 luglio proposta dal Gruppo PD abbiamo sollevato più volte la questione della contaminazione da PFAS e sostanze inquinanti legate ai lavori delle gallerie di Malo e Sant’Urbano. Malgrado i nostri allarmi, la Giunta non ci ha mai risposto. Eppure, i dati di Arpav e il successivo dossier di Ispra parlano chiaro: nei materiali di scavo e nelle acque di percolazione è stata rilevata la presenza di Pfba, ed esiste un “rischio imminente” che va scongiurato. Si tratta, di fatto, delle stesse sostanze che hanno già avvelenato le nostre falde in passato e per le quali il Veneto sta ancora pagando un prezzo altissimo”.
“La Regione – continua Camani – non ha approfondito, nelle fasi autorizzative, la caratterizzazione dei materiali poi depositati nelle cave di prestito, né ha imposto adeguati controlli. Quando le prime evidenze sono emerse, non ha fatto nulla per prevenire un danno ambientale che oggi rischia di diventare irreversibile. Oggi è necessario agire subito. Servono investimenti consistenti nella depurazione delle acque contaminate, utilizzando i carboni attivi per prevenire l’immissione di sostanze tossiche nelle falde potabili, e va avviata immediatamente la bonifica dei siti di cava dove sono stati stoccati i materiali di risulta della Pedemontana. Dopo la Miteni, il rischio è di rivivere la stessa storia: un disastro annunciato che si poteva – e si doveva – fermare”.
Interviene anche l’altra consigliera del Partito Democratico Chiara Luisetto: “Torno a chiedere perchè non si siano date risposte alle richieste che abbiamo fatto mesi fa alla Giunta regionale, perchè non si siano intensificati i controlli anche negli altri territori interessati dell’infrastruttura e agito per mettere in sicurezza acque e suolo essendo chiaro l’inquinamento, oggi ulteriormente confermato, ma già noto dalle analisi svolte negli scorsi anni. Troppe volte abbiamo sperimentato che chiudere gli occhi e restare immobili ha causato disastri, come è stato per il caso Miteni. Ora, domando se l’apertura dell’indagine sia sufficiente a confermare quanto associazioni e opposizioni da tempo denunciano o se dobbiamo attendere altro?”.

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