
CUNEGATO: IN REGIONE LA DESTRA HA DECISO DI NON DECIDERE (E SI È SPACCATA)
È stata una settimana molto intensa. A monopolizzare il lavoro del Consiglio regionale è stata l’approvazione del bilancio consultivo e di assestamento, dove la destra
La reazione della destra, anche italiana, alla vittoria di Mamdani è la fotografia della involuzione culturale e civile creata da 30 anni di egemonia neoliberista. Per questa destra figlia di un individualismo esasperato, il nemico non è la povertà, i nemici sono i poveri. La logica dei mercati, che producono una diseguaglianza inaccettabile, deve vincere sulla logica dei diritti. Il privilegio dei pochi giustifica la marginalizzazione di pezzi sempre più grandi di società.
Per questo Mamdami, che è diventato sindaco della città che è il centro del mondo, deve essere raccontato come un estremista pericolosissimo, come una specie di mostro che divorerà la nostra civiltà. Tutto questo si mischia con una inquietante islamofobia, ormai patrimonio delle destre, sempre più xenofobe e razziste.
Guardate che il nuovo sindaco di New York immagina esattamente quel modello di società invocato dalla Costituzione. Quell’idea solidaristica dei rapporti umani, condivisa da moltissimi democristiani di sinistra come Moro, Fanfani, la nostra Tina Anselmi, Dossetti, che hanno costruito la nostra democrazia. Quel modello di società che ci ha portato a diventare, da paese poverissimo che eravamo, grazie al Trentennio Glorioso, la sesta potenza industriale al mondo nel 1987, superando l’Inghilterra. In quei Trent’anni favolosi l’Italia cresce più di tutti in Europa, perché solo se una società è armonica cresce. Come Mamdani si credeva nel diritto alla casa (Piano Fanfani che costruisce 600mila alloggi popolari e politiche per calmierare gli affitti), nella sanità pubblica (Legge Anselmi), nei trasporti pubblici per tutti. Si credeva che l’economia dovesse essere al servizio degli uomini e non che gli uomini dovessero essere schiacciati da una economia che produce esclusione e diseguaglianza. Da quando, negli ultimi trent’anni, abbiamo applicato le ricette neoliberiste, con la privatizzazione della sanità, i prezzi delle case che in città sono diventati inaccessibili, abbiamo reso i trasporti pubblici inadeguati, il nostro paese ha cominciato un declino economico che ci ha portato a crescere meno di tutti in Europa negli ultimi 30 anni.
Mamdani ci insegna che la storia non è una linea retta. C’è sempre speranza, c’è sempre una occasione di riscatto, c’è sempre la possibilità, quando il popolo si ribella alla narrazione dominante orchestrata dai grandi pivilegiati, di costruire un mondo più giusto, di immaginare diritti per tutti. Perché la storia la scriviamo noi.
CARLO CUNEGATO
consigliere comunale di Schio e candidato consigliere regionale con AVS

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