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MOSTRE. LEONARDO DA VINCI, JACOPO BASSANO E GIANANDREA GAZZOLA IN “TRE CAPOLAVORI A VICENZA” DAL 6 DICEMBRE IN BASILICA PALLADIANA

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La mostra “Tre Capolavori a Vicenza. Leonardo da Vinci, Jacopo Bassano, Gianandrea Gazzola” è stata presentata a Palazzo Trissino dal sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, dall’assessore alla cultura Ilaria Fantin, dal curatore Guido Beltramini, direttore del Palladio Museum e, per Gallerie d’Italia, da Michele Coppola, direttore generale (in remoto) e dal vicedirettore Elena Milan. Era presente il presidente di Arte Sella Giacomo Bianchi. 
Dal 6 dicembre 2024 al 9 marzo 2025 nella Basilica Palladiana, sarà messo in scena un incontro fra tre grandi artisti di epoche diverse: gli studi e i disegni di Leonardo da Vinci (1452-1519), la pala con L’alluvione del Colmeda di Jacopo da Bassano (1510-1592) e una inedita e spettacolare installazione site-specific di Gianandrea Gazzola.
L’evento espositivo è ideato e promosso dal Comune di Vicenza con la co-organizzazione di Intesa Sanpaolo. Il progetto è curato da Musei Civici Vicenza, Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza e Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio, in collaborazione con Arte Sella e la Veneranda Biblioteca Ambrosiana, e con il supporto di Marsilio Arte.
Mentre l’scorso anno “Tre capolavori a Vicenza. Caravaggio, Van Dyck e Sassolino” era dedicata alla riflessione sul tempo, nella edizione 2024-2025 il dialogo fra tre artisti è centrato sul concetto di natura e, specificamente, sull’acqua.
Di Leonardo da Vinci saranno esposti tre disegni, provenienti dal celebre Codice Atlantico, conservato presso la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, in cui l’artista annota riflessioni personali intrecciate a schemi scientifici. ” In questi fogli – spiega il curatore Beltramini – Leonardo riflette tanto sui meccanismi della visione, sulla luce e l’ombra, quanto sulle traiettorie rettilinee e tortuose seguite dalle immagini e dagli odori per raggiungere i nostri sensi e divenire percettibili: egli immagina l’aria intorno a noi attraversata dalle scie delle species, vale a dire da elementi infinitesimali emessi dai corpi”.
Il secondo capolavoro è un’opera di Jacopo da Ponte, detto il Bassano, “L’alluvione del Colmeda”, realizzata per l’altare della chiesa di Santa Maria degli Angeli a Feltre, commissionata all’artista in seguito al nubifragio del 27 luglio 1564 che devastò il territorio e portò all’esondazione del fiume, con un tragico bilancio di vite umane. Nel dipinto si vede, nella parte superiore, l’apparizione della Madonna con il Bambino tra i santi Crescenzio e Antonio da Padova sopra a nubi temporalesche, mentre, nella parte inferiore sono rappresentati gli effetti dell’inondazione in tutto il suo crudo realismo.
Gianandrea Gazzola, celebre per aver concepito una macchina per far scrivere i venti (Lo scriba: il vento del Mediterraneo, 2018), trasferisce le onde sonore dall’aria all’acqua in una grande vasca quadrata e, attraverso un artificio visivo, le proietta su grandi teli. Le liquide figure generate dalle onde sono basate sugli stessi rapporti armonici delle architetture palladiane, così come sono teorizzati dall’architetto romano Vitruvio.
“Con l’esposizione di queste prestigiose opere – ha commentato il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai – offriamo ai vicentini e ai turisti una nuova preziosa esperienza culturale all’interno del simbolo della città, la Basilica Palladiana. Come lo scorso anno, abbiamo voluto che l’ingresso alla mostra fosse completamente gratuito per i residenti a Vicenza e provincia: un regalo che è anche la restituzione alle cittadine e ai cittadini di un bene collettivo”. 
La video intervista di Gianni Poggi a Ilaria Fantin assessore alla Cultura del Comune di Vicenza


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