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MOSTRE. IN BASILICA PALLADIANA A VICENZA “ITALIA GERMANIA. PITTURA E SCULTURA TRA OTTOCENTO E NOVECENTO”

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Ad aprire la trilogia delle mostre del ciclo “Ispirazione Europa. Dialoghi d’arte tra il XIX e XX secolo” sarà “Italia Germania. Pittura e scultura tra Ottocento e Novecento. Da Canova a Kiefer”, visitabile dal 13 novembre 2026 al 2 maggio 2027. Il progetto è in collaborazione con il Mart-Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, con il Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno e con la Casa di Goethe di Roma. Ha inoltre il patrocinio dell’Ambasciata tedesca, rientrando tra le attività organizzate per le celebrazioni dei 75 anni dalla ripresa delle relazioni diplomatiche tra Italia e Germania. Il percorso attraversa due secoli di relazioni culturali tra i due Paesi, con particolare attenzione al Novecento, quando il dialogo tra artisti, intellettuali e architetti-designer italiani e tedeschi diventa uno dei motori della modernità europea, e ricostruisce una trama fitta di viaggi, incontri, influenze e confronti che hanno trasformato il linguaggio dell’arte e, più in generale, la visione culturale dell’Europa.
La mostra è suddivisa in capitoli corrispondenti ai momenti più significativi, in relazione alla storia artistica politica e sociale dei due Paesi, e riporta alla luce episodi, protagonisti e vicende fondamentali.
Il percorso esplora il XIX e il XX secolo e prende avvio sul finire del Settecento, quando l’Italia diventa una meta fondamentale per artisti e intellettuali tedeschi. Il viaggio compiuto da Johann Wolfgang von Goethe tra il 1786 e il 1788 contribuisce a diffondere nel mondo germanico l’idea dell’Italia come luogo di rigenerazione artistica e spirituale. A Roma la comunità dei Nazareni, pittori tedeschi che scelgono di vivere e lavorare insieme ispirandosi alla purezza dell’arte rinascimentale italiana e si sviluppa il confronto tra diverse interpretazioni del classicismo europeo, alimentato dalle teorie di Johann Joachim Winckelmann e incarnato dall’opera di Antonio Canova.
Alla fine del XIX secolo gli scambi si fanno più intensi grazie alle Secessioni, in particolare quella di Monaco, e Giorgio de Chirico si confronta con Franz von Stuck, Max Klinger e Arnold Böcklin. Nel 1912 e nel 1913, a Berlino, la galleria Der Sturm ospita due storiche esposizioni alle quali partecipano i futuristi italiani Umberto Boccioni, Carlo Carrà e Gino Severini. Negli anni Venti il Realismo Magico italiano e la Neue Sachlichkeit tedesca mostrano sorprendenti affinità e Felice Casorati, Antonio Donghi, Gino Severini e Cagnaccio di San Pietro dialogano con pittori tedeschi. Parallelamente si apre il capitolo dell’Astrazione e le ricerche sviluppate attorno al Bauhaus ridefiniscono il rapporto tra arte, architettura, design e società. In Italia, soprattutto a Milano è attorno alla Galleria Il Milione, che queste idee trovano una artisti pronti a sperimentare linguaggi.
Nel 1958 alla mostra “Pittori tedeschi e italiani contemporanei”, nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, sono presenti Alberto Burri, Piero Dorazio, Antonio Sanfilippo, Giuseppe Santomaso, Tancredi Parmeggiani, Toti Scialoja. Nel secondo dopoguerra in Germania nasce il gruppo Zero, che mantiene uno stretto dialogo con l’Italia, dove troviamo Enrico Castellani, Piero Manzoni, Agostino Bonalumi, Lucio Fontana.
Joseph Beuys, artista, teorico e docente intreccia profondi legami con l’Italia, trasformando l’arte in uno strumento di riflessione politica, sociale ed anche di supporto alle prime teorizzazioni green. Il suo lavoro trova rispondenze con autori dell’Arte Povera. Emilio Vedova dialoga con alcuni artisti come gli azionisti viennesi Arnulf Rainer e Günther Brus.
Negli anni Ottanta la riflessione sulla memoria e sull’identità riemerge nelle ricerche dei neo-figurativi tedeschi, che entrano in relazione con la italiana Transavanguardia di Achille Bonito Oliva, Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi, Mimmo Paladino e Nicola De Maria.
Il percorso si chiude idealmente con lo sguardo rivolto al presente, attraverso una nuova generazione di artisti italiani e tedeschi che ancora oggi continuano a confrontarsi e collaborare, mantenendo vivo lo scambio culturale.

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