
UN RAGAZZO DI CALABRIA CON LO SPIRITO DI CHE GUEVARA
Pino Strano, chi non lo conosce? Dici Pino e pensi a Piano Infinito, al mondo dell’accoglienza, del cooperativismo, della valorizzazione della diversità, della solidarietà.La sua
L’INIZIATIVA DELLA PRO LOCO HA DIMOSTRATO CHE LA GENTE HA ANCORA VOGLIA DI RITROVARSI

Se l’obiettivo era richiamare l’attenzione dei montecchiani su com’era Corso Matteotti nei tempi in cui si definiva la via principale di Montecchio, il cuore del quartiere di San Pietro, il risultato è stato centrato.
La Pro Loco Alte Montecchio è riuscita, con un eccezionale lavoro di squadra, a far rivivere le atmosfere del passato, quando Corso Matteotti era la passeggiata obbligatoria della domenica, quando per il resto della settimana era il luogo delle compere e quindi del commercio minuto. Una vera via commerciale, autosufficiente, dinamica, viva.



C’era tutto, e anche di più! Il doppio di tutto: due macellerie, due o tre ‘casolini’, tre fornai e altrettanti fruttivendoli. La merciaia, la sarta, la cartoleria, l’elettricista, il ferramenta, due barbieri, uno accanto all’altro, e ci si domanda come facessero a non essere in concorrenza… Su tutti dominava la farmacia, di lunga tradizione, il luogo dove si trovava il necessario per la salute, ma anche il veleno per i topi. E poi le osterie, le trattorie dalle quali uscivano i profumini invitanti di piatti semplici, ma buoni, come le trippe. I bar ritrovo dei giocatori di carte, ma anche luoghi di osservazione per chi cercava la morosa. E le ragazze, consapevoli di essere al centro dell’attenzione camminavano unite, belle e sorridenti. Il Corso si animava al passaggio degli sposi novelli, appena usciti dalla cerimonia di nozze in chiesa; era la via obbligatoria per accompagnare i defunti al cimitero, ma anche il luogo dei giochi di strada, delle marachelle dei più piccoli e perché no, anche degli affari. Un centro pieno di vita, dunque!





Oggi lo è un po’ meno. I negozi hanno chiuso, le attività commerciali si sono spostate lungo nuove direzioni. I giovani frequentano altre zone e Corso Matteotti è un’elegante via, con interessanti ristrutturazioni delle abitazioni che vi si affacciano, ma mancano le botteghe che davano brio e vivacità alla quotidianità.


Tornare indietro è impossibile! I centri commerciali e i supermercati hanno preso il sopravvento, ma non sarebbe impossibile trasformare una via come corso Matteotti in un luogo di incontro, di condivisione. Perché non è giusto che i centri storici vivano solo se ci sono i negozi. I centri storici sono i luoghi dell’aggregazione, del ritrovo e iniziative, come quelle di Corso Matteotti a Montecchio, ne sono la testimonianza. Ha fatto centro la mostra allestita in uno dei tanti negozi dismessi, curata da Mariano Arsego, appassionato collezionista di foto storiche: i visitatori si fermavano, si confrontavano tra loro: “ Ti ricordi? Quello è il vecchio ferramenta…” “Qui c’era l’osteria alla Fratellanza. Bei tempi!”
Tempi che non torneranno e allora ha senso guardare solo indietro? No! Ma proiettarsi in avanti significa anche trovare soluzioni per far sì che gli abitanti di un quartiere storico, come quello di San Pietro, tornino a riappropriarsi delle loro piazze e vie.

Lo stesso vale per tutte le zone che costituiscono l’impianto urbanistico di Montecchio, Alte Ceccato in primis, un tempo meta obbligata per gli acquisti dei montecchiani e non solo.

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