Le donne dell’uncinetto, chiamiamole così. Nostre concittadine che ogni settimana si incontrano in una stanza della sede di Piano Infinito, per insegnare, imparare e praticare l’arte dell’uncinetto, un’arte senza tempo le cui origini sono ancora avvolte nel mistero. Si ipotizzano tre radici distinte: antichissime forme di ricamo con l’ago della tradizione cinese, ornamenti rituali intrecciati propri delle culture sudamericane. Infine il ricamo a tamburo, dove un tessuto veniva teso su un telaio e lavorato con un gancio sottile. L’uncinetto moderno sembra sia nato quando qualcuno decise di abbandonare questo tessuto di supporto, lavorando “nell’aria”.

È nel XIX secolo che l’uncinetto vive la sua prima vera età dell’oro, grazie a Mademoiselle Riego de la Branchardière che pubblicò nel 1846 il primo libro di schemi e alla Grande Carestia Irlandese (1845-1850), quando l’uncinetto divenne una questione di sopravvivenza. Le suore dell’isola insegnarono alle famiglie povere a realizzare i famosi pizzi d’Irlanda, la cui vendita all’estero permise a migliaia di persone di acquistare cibo o il biglietto per emigrare in America. Nel dopoguerra, specie negli anni settanta, l’uncinetto esplode come simbolo di ribellione e libertà creativa. Nascono le iconiche Granny Squares (le piastrelle della nonna) usate per poncho, gilet e coperte dai colori psichedelici.
Oggi, dopo un periodo in cui era visto come un hobby “vecchio”, l’uncinetto è tornato prepotentemente di moda. Grazie ai social media e alla cultura del fai da te (Do It Yourself) si creano capi d’alta moda, capi in lana o cotone, borse, cappelli, ma anche oggetti per la casa, tovaglie, tende e naturalmente i mitici centrini. E poi c’è l’Amigurumi, ovvero l’arte di creare piccoli pupazzi.

Insomma l’uncinetto non è più confinato alla storia delle nostre nonne, è diventato molto di moda e lo testimoniano i tanti tutorial che si trovano in rete.
E allora perché non diffondere questa arte, perché non creare gruppi di lavoro? Perché non riprendere l’arte tutta femminile di incontrarsi, fare comunella e contemporaneamente realizzare veri capolavori.
E’ quello che accade alla Cooperativa Piano Infinito di Montecchio Maggiore.
Loredana è tra le fondatrici del gruppo: “Con Pino Strano si stava lavorando nelle progettazioni di nuove iniziative per la cooperativa e lanciai l’idea di attivare corsi per imparare a lavorare all’uncinetto. Era una speranza che covavo da tempo e grazie a Piano Infinito sono riuscita a realizzarla. Partimmo con il primo corso nel novembre del ‘23 e fra poco partirà il terzo. Nel frattempo il numero di signore e ragazze interessate è aumentato. Dapprima, a partecipare erano le mamme dei giovani che frequentano Piano Infinito, poi ci siamo allargate, tramite il progetto Abilitante Social Fest.”.
Aggiunge Francesca, assidua frequentatrice del circolo: “Lavoravo all’uncinetto da bambina, poi lo abbandonai, ma è come andare in bicicletta, una volta imparato non lo dimentichi più, si tratta di recuperarlo nella memoria e poi, grazie ai corsi o ai tutorial su YouTube lo arricchisci di nuove opportunità”.

Punto catenella, punto basso, bassissimo, alto, ampliando sempre di più il tessuto, senza perdere il filo fino a creare veri capi di abbigliamento.
Anna indossa un maglione fatto da lei, dai colori caldi e vivaci, un vero capolavoro e confida: “Questo tipo di maglione è molto alla moda e costa anche parecchio nei negozi di abbigliamento, io me lo sono immaginato e l’ho realizzato. Ora sto lavorando con le mie amiche alla creazione di una bandiera della pace che sistemeremo all’entrata della sede.”
Loredana aggiunge: ”Ci sono altri progetti in fieri e tra questi, oltre alla realizzazione di capi da proporre nei banchetti del mercatino sociale, un Albero della Vita che abbiamo proposto alla Biblioteca di Montecchio. La nostra idea è stata accolta con grande entusiasmo e presto faremo un sopralluogo per individuare la sua collocazione”.

Perché alla fine sarà una vera opera d’arte. Come sono degni di attenzione e di menzione gli animali, completamente eseguiti con l’uncinetto, veri pupazzi espressione dell’arte Amigurumi, tecnica giapponese, molto particolare e complessa che dà ottimi risultati. Mariarosa è l’esperta riconosciuta in questa pratica e le sue realizzazioni suscitano l’ammirazione di tutta le frequentatrici del circolo: “Si studiano i tutorial in rete, si prova e si riprova e alla fine si arriva alla realizzazione di qualcosa da regalare. Io, per me, tengo quelle venute meno bene!” Che sono comunque molto belle!



Ma perché ha preso così tanto l’idea di Loredana e di Pino?
Lavorare all’uncinetto rilassa, permette di non addormentarsi la sera davanti al televisore, tiene sveglia la mente perché certe lavorazioni sono il frutto di calcoli anche complicati E poi se si entra a far parte del club, si sta in compagnia, si chiacchiera, si scherza, si ride, ma si parla anche di cose serie.


Continua Loredana “A fine corso di solito festeggiamo con una pizza comune, ma c’è anche chi cucina per noi e insieme rafforziamo questa splendida esperienza. Il terzo corso inizierà a febbraio, durerà 8 ore e avrà un costo di 5 Euro all’ora”. Un prezzo irrisorio se si pensa che si imparerà a realizzare capi di abbigliamento e di arredamento molto speciali e si avrà sempre la possibilità di consultare al bisogno vere maestre.

