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MANILDO (PD): IL BILANCIO PREVENTIVO DI STEFANI? FONDI IN REALTÀ GIÀ STANZIATI. UNA SCELTA IDEOLOGICA IL NO ALL’ADDIZIONALE IRPEF

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Il capogruppo del Partito Democratico, Giovanni Manildo ha commentato l’illustrazione delle leggi di stabilità e bilancio avvenuta oggi a Palazzo Ferro Fini: “il bilancio di previsione 2026-2028 presentato oggi in Prima commissione conferma una continuità preoccupante con la stagione Zaia: una manovra di quasi 19 miliardi di euro che, dietro i grandi numeri, nasconde un’eredità pesante che ricade interamente sulle spalle dei cittadini e delle imprese venete. Continua una scelta puramente ideologica: quella di non toccare l’addizionale Irpef, una bandiera che però viene pagata a caro prezzo dai cittadini. Rinunciare a una fiscalità progressiva significa, nei fatti, tagliare i servizi essenziali che la Regione dovrebbe garantire ai veneti”.
Secondo il Capogruppo dem, l’incoerenza della Giunta colpisce anche il sistema produttivo: “mentre si vanta l’assenza di nuove tasse, si mantiene intatta l’Irap, penalizzando proprio le imprese che creano ricchezza e occupazione nel nostro territorio. È inaccettabile che le attività produttive debbano fungere da bancomat per ripianare gli enormi debiti generati dalla Pedemontana, un’opera che continua a ipotecare il futuro della nostra regione. Se non fossimo ostaggio di quei contratti ereditati dal passato, avremmo risorse proprie per investire senza pesare sui bilanci di domani”.
“C’è poi l’impressione – sottolinea Manildo – che si cerchi di dare risalto a fondi che in realtà erano già stati stanziati, come i 30 milioni destinati alle aree interne. Presentare risorse vecchie come nuove risposte ai territori è un gioco di prestigio che non aiuta le zone più fragili del Veneto, che avrebbero bisogno di investimenti strutturali e non di semplici operazioni di restyling contabile”.
“Il Gruppo del Partito Democratico assicurerà proposte puntuali, affinché questa manovra non si riduca a un mero esercizio contabile”, conclude. “Chiediamo alla Giunta Stefani un’operazione di verità e trasparenza totale sui costi reali della Pedemontana: i veneti hanno il diritto di sapere quante risorse del nostro welfare vengono sacrificate ogni anno per ripianarne i debiti. Al tempo stesso, non possiamo più rimandare una riforma dei servizi che metta al centro il sociale, la sanità territoriale e il diritto allo studio. Non si può continuare a vantare una Regione ‘tax free’ se poi le famiglie sono lasciate sole davanti alle liste d’attesa o alla carenza di servizi essenziali. Il Veneto merita una programmazione che guardi al futuro, non una gestione che si limita a tappare i buchi del passato”.

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