
LR VICENZA. A POCHI GIORNI DAL DEBUTTO IN B MANCA ANCORA QUALCOSA E IL TEMPO STRINGE
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Il derby n. 69 fra LR Vicenza e Padova è uno di quegli appuntamenti che trascendono il momento contingente del campionato e raccolgono spunti e significati dalla storia (non solo sportiva), dalla sociologia e dalla cultura popolare.
Vicenza-Padova rinnova in formato moderno, e quindi pacifico e simbolico, la rivalità fra due città protagoniste della storia del Veneto e della nazione, rivalità che fu anche bellica nel Medioevo e che, a un certo punto, vide perfino la dedizione dei vicentini alla signoria patavina. Memorabile, nell’antagonismo di lungo corso che contrappose le città, fu quanto accadde nel XII secolo: Vicenza privò Padova dell’acqua del Bacchiglione deviandone il corso a Montegalda nel canale Bisatto.
Tornando al calcio, i due club storici, Calcio Padova e Lanerossi Vicenza, non esistono più perchè sono entrambi falliti e oggi si scontrano in Serie C le loro eredi ideali, società che hanno come soci di maggioranza delle holding e come patron imprenditori di rango internazionale. Ma ai tifosi questa attualità così lontana e diversa dalle radici calcistiche delle due piazze non interessa perchè quello che sta a cuore è l’ennesimo confronto da annali sportivi fra biancoscudati e biancorossi, occasione di ricordi di antiche partite (come quella del 12 dicembre 1954 quando i tifosi debordarono oltre le recinzioni del Menti fino a bordo campo) o nomi gloriosi di giocatori e allenatori.
L’oggi non è splendido nè per gli uni nè per gli altri visto che sono comunemente relegati nel terzo livello del calcio nazionale, un posizionamento che stride con i blasoni di due squadre che hanno giocato tanti campionati in Serie A: 30 il Lane (un secondo posto nel 1977-1978) e 16 il Padova (terzo nel campionato 1957-1958). Certo, mancano entrambi dalla Massima Serie da tanti e forse troppi anni (dal ’96 i biancoscudati e dal 2001 i biancorossi) e gli ultimi decenni non sono stati nè facili nè felici per l’altro ma, quando il calendario ripropone il derby, il secolo e passa di storia comune nel football torna a galla e si rilanciano gli arrugginiti antagonismi come ai bei tempi in cui Padova e Vicenza contavano qualcosa nel calcio.
Il derby che si gioca domenica 6 ottobre allo Stadio Euganeo di Padova ha anche un valore tecnico e un peso in classifica perchè mette a confronto la capolista contro la seconda, che sono separate solo da due punti, e, quindi, c’è almeno matematicamente in palio il primato.
Tutte e due le avversarie sono ancora imbattute e il Padova ha numeri migliori (6 vittorie consecutive e un pareggio) rispetto al Lane (che conta un successo in meno e un pari in più) e, mentre il numero dei gol subìti è uguale (4), quello dei centri all’attivo privilegia i biancoscudati, autori di 18 reti contro le 10 dei biancorossi.
Mentre a disposizione di Andreoletti c’è la rosa completa, a Vecchi mancherà Rossi (vittima dell’ennesimo infortunio che colpisce con singolare continuità la squadra) oltre a Ronaldo, Ferrari e Golemich, e non hanno ancora una condizione al top i rientranti Carraro e Rolfini. Le rose sono, comunque, di alto profilo per la categoria e permettono ai due allenatori varianti e cambi abbondanti.
Oltre ai numerosi ex presenti su entrambi i fronti, alcuni giocatori potrebbero essere protagonisti del match. Della Morte e Liguori, ad esempio, profili tecnici simili e tutti e due mancini, hanno doti e estro adeguati a fare la differenza; oppure le due coppie di attaccanti (Morra-Zamparo in biancorosso e Spagnoli-Bortolussi in biancoscudato) che, anche se probabilmente non saranno schierate dall’inizio, hanno potenzialità offensive di primo piano nel girone; e pure i due registi Crisetig e Della Latta saranno fondamentali nella gestione del gioco e, anzi, si può già prevedere che saranno proprio loro a improntare il derby.
Il risultato del confronto, che arriva già alla 8.a giornata, non è ovviamente decisivo per le sorti del campionato ma potrà indiscutibilmente orientarlo. Una vittoria del Padova porterebbe il vantaggio dei biancoscudati a +5, che non è incolmabile ma comincerebbe a pesare, mentre un successo del Vicenza significherebbe un clamoroso ribaltone in testa alla classifica e lancerebbe i biancorossi dopo un avvio incerto. Nessuno vorrà perdere, questo è pacifico, perchè è probabile che il campionato si vincerà nelle partite con le squadre minori.
GIANNI POGGI

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