
LR VICENZA. A LECCO SENZA RONALDO MA CON L’OBBIETTIVO DI NON PERDERE PIÙ TERRENO
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Sarà un altro bocconcino per l’insaziabile LR Vicenza edizione 2024-2025 l’Union Clodiense, che ospita i biancorossi sul “campo neutro” di Legnago nell’anticipo della quartultima giornata dell’andata?
Il biglietto da visita della squadra chioggiotta non è proprio quello di una VIP visto che guarda la classifica dal basso in alto, ovvero dal penultimo posto in cui è relegata da un rendimento sotto il minimo sindacale (una vittoria, 6 pareggi e 8 sconfitte).
Al momento la Clodiense è la peggiore delle neopromosse e non è casuale perchè ha conservato fin troppo l’assetto di una squadra di Serie D, come denuncia l’analisi della rosa che è valorizzata a 3 milioni di euro e cioè fra le meno quotate del girone.
Scorrendo l’elenco dei giocatori non se ne trova uno con un curriculum professionistico di spessore e gli unici nomi che dicono qualcosa sono quelli degli ex biancorossi passati in forza al team lagunare: il 20enne portiere Rok Brzan, il coetaneo terzino di fascia Alberto Lattanzio, il mediano Giulio Pellizzari, altro 2004 come il centrale Matteo Manfredonia (figlio di Lionello).
Ha a disposizione un gruppo molto giovane (23,6 anni la media età) l’allenatore Antonio Andreucci, 59 anni, oriundo lucchese ma professionalmente trapiantato in Veneto, dove ha guidato il Real Vicenza (2011-2012), il Valdagno (2013-2014) e per 4 stagioni il Campodarsego e per 5 la Clodiense, in cui è approdato nel 2020 e che ha portato in C vincendo il campionato 2023-2024. Andreucci è a sua volta un deb fra i professionisti perchè tutta la sua carriera precedente si è sviluppata fra i Dilettanti.
La Clodiense gioca le gare interne in esilio, ospite nello stadio del Legnago Salus, in attesa che lo storico Ballarin sia omologato per la categoria. La società sperava di poter tornare in casa in occasione del derby con il Vicenza ma, quando sembrava che l’iter fosse concluso, si è invece di nuovo bloccato. I dirigenti dell’Union hanno più volte espresso il rammarico di dover giocare a 100 chilometri da Chioggia adducendo che il campo di gioco intitolato a Aldo e Dino Ballarin (protagonisti nel Grande Torino con Meo Menti) dà un supporto fondamentale ai giocatori granata e che, a Legnago, è tutta un’altra cosa.
I numeri confermano che il fattore campo nello stadio della provincia veronese non si sente: un successo, 3 pari e altrettanti stop oltre a 8 gol fatti e 11 incassati. L’unica vittoria, è vero, è stata conquistata al Sandrini ma ben tre mesi fa, il 31 agosto, nel match con la Triestina (1-0) della 2a di campionato e, poi, sono seguiti 3 pareggi e 3 sconfitte
Nelle ultime due giornate la Clodiense ha dato qualche segnale di ripresa, pareggiando prima in casa con il Renate (2-2) e poi a Novara (0-0). Contro la squadra lombarda è anche andata vicina alla seconda vittoria perchè è stata raggiunta al 5° minuto del recupero finale dopo essere rimasta sul 2-0 fino al 73′.
Per il Lane questo confronto è di quelli che richiedono il minimo sforzo, al limite addirittura da consentire rotazioni per far rifiatare qualche titolare. Spazio dall’inizio, quindi, magari per qualcuno fra Fantoni, Greco, Rossi, Cester, Talarico, Rolfini (nella foto), finora in secondo piano e da testare in una comfort zone qual è questa partita contro una Clodiense che è di fatto uno sparring partner.
L’unico giocatore indisponibile per Vecchi è Morra, infortunato nel precedete prepartita e indicato in convalescenza per tre settimane.
GIANNI POGGI
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