
LR VICENZA. NELLA TRASFERTA A VERCELLI SERVE LA VERA CAPOLISTA
L’11 giugno del 1911 la Pro Vercelli sconfisse il Vicenza per 3-0 nella finale di andata del campionato di Prima Categoria (la Serie A di
Una vittoria come quella dell’LR Vicenza nella trasferta ad Arzignano non capita spesso: al 43′ il Lane rischia di prendere un gol (si era ancora sullo 0-0) ma l’ex Minesso, lanciato da un errore di Leverbe, a tu per tu con Gagno tira addosso al portiere; al 73′ è un sontuoso quanto involontario assist del centrocampista Moretti a fornire la prima palla gol a Capello che non può esimersi dal portare in vantaggio i biancorossi; all’80’, due minuti dopo il pareggio su calcio d’angolo di Toniolo, Lakti – fino ad allora fra i migliori in campo – commette un inutile fallo sotto il naso dell’arbitro che lo sanziona con un giallo un po’ abbondante, anche perchè è il secondo a carico della mezzala albanese che così va in spogliatoio lasciando i suoi in dieci; subito dopo è espulso per proteste l’allenatore Di Donato e comincia la svolta del match. A cui non è estraneo proprio Lucio Felice Angelillo, ossia il direttore di gara, che fissa un recupero finale di 5′, poi aggiunge un minuto per pareggiare l’ultimo slot con due cambi dell’Arzi e, infine, allunga inspiegabilmente e immotivatamente l’overtime di altri 120 secondi.
Complessivamente un contesto favorevole al Vicenza, che infatti approfitta della superiorità numerica e del momento di confusione che vivono gli arzignanesi in campo e in panchina per un assedio finale coronato proprio al 98′ dal gol vittoria firmato da Caferri (nella foto).
I cenni di cronaca precedenti inquadrano oggettivamente le circostanze non proprio ordinarie del 17° successo biancorosso in questo campionato, che è anche il 6° in trasferta nonchè il 22° risultato utile consecutivo.
Ciò detto, non si può dire nemmeno stavolta – come dopo le partite a Lumezzane e al Menti con l’Ospitaletto – di aver visto il Vicenza sicuro, compatto e concentrato del girone di andata bensì una sua edizione meno dominante e brillante, sufficiente comunque a incamerare 7 punti in tre gare e a mantenere e, in parte, ad aumentare il vantaggio sulle inseguitrici.
Su questa constatazione conclusiva si potrebbe chiudere l’articolo, ma un minimo di analisi del derby vicentino va fatta: l’Arzignano avrebbe legittimamente meritato il pareggio perchè per buona parte del confronto ha giocato meglio della capolista e, se non avesse commesso i due determinanti errori con Minesso e Moretti, magari avrebbe potuto centrare una insperata vittoria. Tutto sommato, lo stop è arrivato solo con un uomo in meno e alla fine di un recupero extralarge senza ragione.
Il Vicenza 2026 per ora è questo e non è poco riuscire a incamerare punti come prima senza essere più quello di prima. Ormai è una squadra al di sopra non solo di tutti ma anche di tutto, capace di arrivare comunque al risultato a prescindere da prestazione, fattore campo e situazioni difficili.
Basta vedere la identità di questo gruppo in cui tutti hanno spazio, in cui titolari e cambi si alternano senza scompensi, in cui c’è sempre rispetto per l’avversario. È il “metodo Gallo”, ha funzionato con l’Entella e si è perfezionato a Vicenza.

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